ANNO 20 n° 233
Furto d'elettricità da oltre 100mila euro
Indagati i titolari della Erica Ceramiche
Indagini partite da un esposto di Enel, notificato avviso conclusione indagini

FABRICA DI ROMA - Ammonta a oltre 100mila euro di valore l'energia elettrica che i titolari dell’Erica Ceramiche di Fabrica di Roma, una delle più note aziende del settore, avrebbero sottratto a Enel Distribuzione tra il 2013 e il 2015. Per questo motivo, Tommaso Di Tommaso, patron dell'attività, la moglie Patrizia Poleggi e la figlia Erica sono finiti sul registro degli indagati con l'accusa di concorso in furto aggravato e continuato.

 

Nei giorni scorsi, è stato loro notificato l'avviso di conclusione delle indagini firmato dal pubblico ministro Renzo Petroselli, titolare dell'inchiesta che, secondo quanto si è appreso, sarebbe scaturita da un esposto di Enel aveva notato una diminuzione abnorme dei consumi di energia elettrica.

 

Secondo quanto accertato nel corso dell'inchiesta, gli indagati, con la complicità una quarta persona rimasta sconosciuta, avrebbero rimosso il filo di controllo allarme antitamper, dopodiché attraverso l'istallazione di tre shunt amperometrici - uno per fase -, sarebbero riusciti a ridurre la misurazione d'energia consumata dell'86-87%.

 

Il furto, stando agli atti d'indagine, sarebbe avvenuto su tre utenze: una intestata all’Erica Ceramiche (318mila kw/h sottratti), l'altra a Tommaso Di Tommaso (51mila kw/h), la terza a Patrizia Poleggi (41mila kw/h), subentrata nella titolarità al marito Di Tommaso. Il tutto, come detto, per un ammontare complessivo superiore ai 100mila euro.

 

Ora gli indagati hanno trenta giorni di tempo per chiedere di essere interrogati dal pubblico ministro, depositare memorie scritte o chiedere l'esecuzione d’indagini difensive. La notifica dell'avviso di conclusione delle indagini, in genere, prelude alla richiesta di rinvio a giudizio.




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