ANNO 19 n° 230
«Troppi gay in hotel»: la Regione Sardegna diffida il sito internet Booking.com
02/08/2012 - 18:17

«Preferenza per coppie gay che spopolavano nella hall dell'albergo come rondini a primavera. La Sardegna offre molto meglio». È ancora polemica contro i siti internet dove i clienti giudicano gli alberghi e le strutture ricettive. Dopo il caso Tripadvisor, questa volta finisce sotto mirino il sito internet Booking.com. La Regione Sardegna, tramite l'assessore al turismo Luigi Crisponi, ha diffidato il sito web per recensioni discriminatorie.

IL GIUDIZIO - Come riportato da La Nuova Sardegna, tutto parte da un giudizio negativo di una coppia di giovani milanesi su un hotel isolano, criticato su Booking.com per l'eccessiva presenza di gay. «Il personale di servizio estremamente scortese sin dall'inizio mi ha subito fatto intuire lo spirito dell'hotel - la pagella della giovane coppia -. Preferenza per coppie gay che spopolavano nella hall dell'albergo come rondini a primavera. La Sardegna offre molto meglio». Un commento che non è affatto piaciuto all'assessore regionale al turismo dell'isola che ha inviato una lettera di diffida al sito commerciale turistico Booking.com. «Ferma restando la libertà decisionale del portale nel pubblicare le recensioni degli utenti – ha scritto Crisponi - riteniamo offensivo ed eticamente scorretto pubblicare recensioni che rechino commenti discriminatori nei confronti di qualsiasi genere di utenti». L’assessore ha quindi chiesto al sito turistico di «rimuovere informazioni discriminatorie verso la dignità degli individui e la libertà di orientamento sessuale dei turisti che vengono graditi ospiti in Sardegna».

IL CASO TRIPADVISOR - La lettera di diffida a Booking.com arriva proprio a pochi giorni dal caso Tripadvisor: gli albergatori di Celle Ligure avevano attaccato il portale web sostenendo che sono molte ormai, le aziende fornitrici di alberghi, che offrono veri e propri pacchetti di pareri positivi. Un'accusa rigettata dal sito internet. Ma ora, al rischio del 'mercato nero dei commenti', si aggiunge il problema della privacy e dei giudizi discriminatori.

corriere.it




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