ANNO 18 n° 143
Cari magnifici 6 (col resto di uno)
politica (e grammatica) hanno regole
La risposta alla lettera dei consiglieri dissidenti del Pd
12/02/2016 - 10:18

Carissimi e gentilissimi Massimo (Cappetti), Patrizia (Frittelli), Melissa (Mongiardo), Mario (Quintarelli), Arduino (Troili) e Marco (Volpi),

 

Ho letto – confesso con una certa fatica – la lettera di risposta alle mie osservazioni (tutt’altro che accorate) indirizzate al capogruppo del Pd Francesco Serra: 1.160 parole e 7.222 caratteri impongono un certo sforzo intellettivo, soprattutto in chi comincia ad avere una certa età (il sottoscritto) e in tutti coloro che sono ormai abituati ad una comunicazione sintetica, rapida, chiara e senza tanti fronzoli, come il terzo millennio richiede.

 

Detto ciò, credo che comunque il vostro pamphlet meriti da parte mia alcune brevi riflessioni:

 

1 – Io ho scritto una lettera a Francesco Serra. Mi sarei aspettato una risposta da lui e non da altri. Giacché se qualcuno di voi scrive a Giuseppe e gli risponde Antonio, cosa poi è autorizzato a pensare? Nel caso specifico: che Serra deve ancor imparare a scrivere? Che ha idee troppo confuse per poterle riportare in uno scritto intellegibile ad altri? Che ha il computer in riparazione? Che, in tutt’altre faccende affaccendato, per queste cose è morto e sotterrato? Oppure che preferisce, ancora una volta, fuggire dalle responsabilità che il ruolo gli impone, affidando la sua difesa ad aspiranti avvocati d’ufficio? Ah, saperlo!

 

2 – Nella rare volte in cui sono intervenuto sulla tragicomica vicenda di palazzo dei Priori ho sempre avuto ben presente (e l’ho anche scritto a chiare note) che le responsabilità del sindaco Leonardo Michelini sono enormi. Soprattutto perché, avendo avuto la possibilità di governare libero da lacci e lacciuoli, in virtù della sua provenienza dalla società civile, s’è invece fatto irretire nel vorace gioco delle correnti, divenendone alla fine prigioniero. L’analisi completa dello status quo secondo il mio punto di vista è stata pubblicata su questo sito il 25 gennaio scorso in un articolo dal titolo “Chiudere bottega subito e cambiare uomini e idee”, che invito chi non lo ricorda a rileggerselo.

 

3 – Ciò non toglie che Francesco Serra, nelle difficoltà evidenziate (su cui non ci piove), ha sempre preferito comportarsi da ''corpo estraneo'', piuttosto che ''mettere le mani nella marmellata''. Il fatto che abbia evitato di rispondere direttamente al sottoscritto, preferendo affidare tale compito ad altri, ne è l’inequivocabile prova del nove.

 

4 – L’esercizio cultural-politico (leggi: la lunga lettera a me indirizzata) cui voi ''Magnifici sei'' (col resto di uno) vi siete sottoposti, fa comunque parte delle tante cose inutili che avete compiuto in questi due mesi e mezzo. Giacché, visto che siete straconvinti delle vostre argomentazioni, avreste dovuto già da un bel pezzo andare dal notaio e dimettervi o – cosa migliore – presentare una bella e motivata mozione di sfiducia nei confronti del sindaco. Invece – ed è questa la responsabilità che addosso a tutti i ''Magnifici sette'' – da due mesi e mezzo state solo ciurlando nel manico. Giacché, come cantava il grande Franco Califano, ''…tutto il resto è noia''.

 

Ah, dimenticavo. Quando scrivete ''cogliamo l’opportunità di risponderLe per chiarire ancora una volta ai cittadini le ragioni (omissis…) che di fatto ci hanno portato (omissis…) ha sfiduciare il sindaco e l’amministrazione di cui per quasi tre anni siamo stati protagonisti” evitate di mettere la lettera ''h'' davanti alla ''a'', in quanto quella ''a'' è preposizione e non verbo. E anche la grammatica, come la politica, ha le sue regole.

 

Aspettando Godot.




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