ANNO 20 n° 50
Domani mattina l'omicida davanti al Gip
Fissata dal giudice Franca Marinelli l'udienza di convalida per Matuozzo; mercoledì verrà eseguita l'autopsia sul cadavere di Anna Maria Cultrera
13/10/2013 - 12:20

VITERBO – E’ stata fissata per domani mattina, alle 11,30, l’udienza del Gip Franca Marinelli per la convalida dell’arresto di Antonio Matuozzo, il 65enne arrestato con l’accusa di omicidio volontario ai danni della sua convivente, Anna Maria Cultrera, 61 anni, avvenuto la notte tra domenica e lunedì a Barbarano Romano.

L’uomo, rinchiuso in una cella d’isolamento del carcere di Mammagialla, ha subito confessato il delitto. E’ stato egli stesso a chiamare il 112 pochi minuti dopo le 3,30 dicendo: ''Venite, ho ucciso la mia convivente''. L’operatore del 112 ha individuo il numero da cui arrivava la telefonata e ha immediatamente allertato i carabinieri di Barbarano Romano. Pochissimi minuti dopo, il comandante della stazione Marco Stella e i suoi uomini hanno suonato al citofono dei Cultrera-Mauozzo. La caserma dista circa 150 metri dal luogo del delitto.

E’ stato lo stesso uomo ad aprire. ''Sembrava tranquillo – ha detto il maresciallo Stella -, ci ha raccontato l’accaduto e ci ha fatto strada fino alla camera da letto”.

Il corpo della donna era disteso sul letto, in una bagno di sangue, con il coltello piantato nel collo. Sul corpo oltre dieci profondi tagli. L’uomo ha indicato ai carabinieri anche l’arma del delitto: un grosso coltello da cucina dalla lama acuminatissima, lunga circa 21 centimetri. La morte, secondo quanto accertato dal medico legale, risaliva a circa tre ore prima. Quindi il delitto è stato commesso poco dopo la mezzanotte.

Nelle tre ore successive, l'uomo ha compiuto una serie di gesti cui non ha saputo dare una spiegazione logica: ha infilato alcuni piccoli elettrodomestici nella vasca da bagno colma d'acqua; ha cosparso di zucchero l'auto della moglie parcheggiata nel cortile sul retro della casa, al quale si accede da una porta-finestra che immette nella sala da pranzo dell'appartamento; si è più volte spogliato e rivestito. Infine, ha chiamato i carabinieri.

Matuozzo ha poi ricostruito ai militari le fasi del delitto, scaturito, a suo dire, da una discussione con la compagna. ''Mi voleva lasciare e mi stava per cacciare da casa. Si meritava di morire'' avrebbe dichiarato. Una versione dei fatti che ha ribadito al comandante della compagnia di Ronciglione, capitano Carlo Scotti, e al pubblico ministero Fabrizio Tucci, in due successivi interrogatori che si sono protratti fino a mezzogiorno di ieri.

Nel frattempo, i carabinieri del nucleo scientifico hanno ''cristallizzato'' la scena del delitto, catalogando tutti i reperti trovati nell’appartamento al primo piano di una palazzina in via IV novembre, subito fuori dal centro storico. A rilievi ultimati, il cadavere della donna è stato trasportato nell'obitorio dell'ospedale Belcolle di Viterbo a disposizione dell'autorità giudiziaria. Infine, sulle finestre e sulla porta d’ingresso sono stati apposti i sigilli.

Ma il lavoro dei carabinieri, coordinati dal Pm Tucci proseguirà anche nei prossimi giorni. Saranno ascoltati testimoni, in primo luogo i vicini di casa, i figli di primo matrimonio della vittima, residenti in provincia di Como, e quelli dell'uomo arrestato.

Il primo obiettivo degli inquirenti è di verificare il movente del delitto. Se effettivamente Matuozzo abbia ucciso la convivente per futili motivi, come egli stesso asserisce, o se, esistano altre ragioni inconfessate dall'uomo. Per questo motivo scaveranno nella vita recente e passata della coppia alla ricerca di una traccia che, anche a distanza di tempo, potrebbe aver indotto Matuozzo ad uccidere la convivente.

Sarà un lavoro complicato il loro, anche perché la coppia aveva resistito, apparentemente senza contraccolpi, alle vicende giudiziarie in cui è stato coinvolto l'uomo. Alcuni anni fa, infatti, era stato condannato per reati contro la persona e molestie sessuali su minori. Aveva da poco finito da scontare una condanna a 4 anni e mezzo.

Le indicazioni più significative potrebbero arrivare dai figli che Matuozzo e Cultrera avevano avuto dai precedenti matrimoni. Solo loro, infatti, potrebbero conoscere risvolti che nel piccolo paese nessuno può sapere.

Mercoledì prossimo sarà eseguita l'autopsia sul corpo della donna assassinata disposta dal pubblico ministero Fabrizio Tucci, titolare dell'inchiesta.

L'esame autpico servirà a stabilire in primo luogo se, come emerso dall'esame esterno dal cadavere, il colpo mortale sia stato uno solo, quello che ha raggiunto la donna alla gola. Il consulente tecnico d'ufficio dovrà rispondere anche a una serie di quesiti posti dal pubblico ministero, tra cui l’ora esatta del decesso.




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