ANNO 18 n° 325
I commercianti: ''Sì a una chiusura intelligente e una città organizzata''
Dopo la riapertura di via Cavour primi incontri del comitato Facciamo Centro
28/03/2014 - 14:12

di Flavia Ludovisi

VITERBO – Soddisfatti ma non ancora rimborsati. I commercianti del centro storico, dopo aver vinto la battaglia contro la chiusura alle auto in via Cavour, stilano un primo bilancio sugli effetti della riapertura e già pensano alle richieste da presentare il prima possibile agli amministratori. Doppio senso in via Faul e in via Marconi, eliminazione del mercato del sabato al Sacrario, segnaletica esatta e precisa per i turisti, sono questi i punti più urgenti per trasformare Viterbo in una città organizzata e a misura di turista.

Fermo restando il periodo di crisi nera, e su quello non ci piove, a detta dei commercianti, rispetto ai tre weekend off limits alle auto si però è registrato più movimento in centro. ''Il sabato pomeriggio è tornato ad essere più vitale – spiega un ristoratore – perché la gente è facilitata ad arrivare in centro. La domenica invece è più moscia, anche perché la mattina tante attività rimangono chiuse, però, casualmente, da quando hanno riaperto al traffico i clienti di fuori non hanno più disdetto la prenotazione nel mio ristorante, cosa che nelle tre settimane di blocco è accaduta di frequente''.

Gente che passeggia, che osserva le vetrine e che entra nei negozi e nei ristoranti. E i turisti? ''Per carità, quelli da mo’ che li abbiamo cacciati, fino a ieri non si entrava al centro, manca la segnaletica per le attrazioni turistiche e i parcheggi e non c’è un sito internet ufficiale e approfondito sulla città, è normale che i turisti a Viterbo sono come mosche bianche– chiosa un altro”. “Basta prendere come esempio il Gran Caffè Schenardi. Ho visto con i miei occhi qualche turista fotografare addirittura la placca affissa al muro. Quella sì che sarebbe una risorsa importante per il nostro turismo, ma chi si azzarda a riaprirlo di questi tempi?''.

Detto questo, però, ci tengono a sottolineare che la polemica sulla chiusura alle auto non deve essere strumentalizzata. “Noi commercianti siamo a favore del centro chiuso come a Siena e a Perugia. Ma così come hanno fatto a Siena e a Perugia, vogliamo anche strutture, parcheggi e facilitazioni per il turismo. Una chiusura intelligente, insomma, non improvvisata, e una città organizzata”.

Ecco perché, dopo il clamore suscitato dal confronto diretto con gli amministratori all’ex tribunale lo scorso 10 marzo (a seguito del quale è stata presa la decisione di togliere la transenna a via Cavour ndr), sono stati costituiti comitati ad hoc per far sentire la voce di chi al centro ci vive o ci lavora, ''per costruire un dialogo, per non veder morire attività ogni giorno. Siamo stanchi, questa crisi ci sta ammazzando, pian piano ci passerà anche la voglia di lavorare''.

Il comitato dei commercianti del centro storico si chiama ''Facciamo centro'' e ha individuato il suo condottiero nella persona di Gaetano Labellarte, titolare dell’omonimo e storico negozio di abbigliamento al Corso. Conta già oltre cento iscritti e il direttivo è già al lavoro per presentare in Comune i primi problemi da affrontare. ''Tra noi ci siamo già incontrati in diverse occasioni – spiega Labellarte - , ma stiamo ancora discutendo, è ancora prematuro parlare di punti programmatici. La prossima settimana, tuttavia, dovremmo già concretizzare alcune delle nostre proposte''.




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