ANNO 18 n° 328
I sindacati insistono: ''Siamo in pochi''
Ieri assemblea dei lavoratori Ugl: ''Il personale è dimezzato e va riqualificato''
12/12/2013 - 04:01

VITERBO – Chiedono un aumento del personale e la riqualificazione dello stesso i lavoratori del Tribunale di Viterbo. Ieri mattina si sono riuniti in assemblea i dipendenti dell’ufficio appartenenti alle sigle sindacali dell’Ugl – Intesa. Una riunione che ha visto anche la presenza del segretario di Ugl-intesa Francesco Prudenzano, del segretario nazionale giustizia, Daniela Massotti, del segretario territoriale di Viterbo, Margherita De Cesare, del segretario regionale Lazio, Augusto Ghinelli e Serafina Riccobono della Ugl-Intesa di Viterbo.

Il tasto dolente è la mancanza del personale e le rimostranze verranno rivolte direttamente al Ministero di Grazia e Giustizia perché il caso del Tribunale di Viterbo non è isolato e anche in altre città si verificano situazioni simili: “In seguito agli accorpamenti – dice Serafina Riccobono – è aumentato in modo vertiginoso il lavoro per i dipendenti. Infatti le persone non hanno seguito i fascicoli. In tal modo le incombenze sono aumentate, il personale no, e i colleghi che sono andati in pensione non sono stati sostituiti”. Riccobono fa chiarezza anche sui numeri: “In realtà al Tribunale di Viterbo il personale è dimezzato, siamo solo in venti, il tutto a svantaggio dell’utenza”.

Ma le richieste dei lavoratori non si esauriscono alla richiesta di maggiori unità lavorative: “Chiediamo anche – sottolinea Riccobono – una riqualificazione del personale stesso. Negli ultimi anni non ci sono stati passaggi di livello: in questo modo il personale non viene gratificato a fronte delle prestazioni che produce. Che nel frattempo aumentano”.

Infine c’è il problema del rinnovo dei progetti formativi. A detta della segretaria Riccobono vengono maggiormente tutelati i tirocini e quei fondi che dovrebbero andare a chi già lavora, vengono dirottati ai tirocinanti: “Noi non abbiamo nulla contro i tirocinanti - specifica – anzi il loro lavoro è prezioso. Ma i progetti formativi non possono essere sostenuti togliendo soldi che, invece, andrebbero a noi lavoratori”.




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