ANNO 18 n° 325
Il Nazareno partorisce un rinvio
Dalla riunione romana si profila un ulteriore passaggio provinciale e comunale
sempre che il banco non salti prima. Melilli: ''Notaio? Ognuno fa la sua scelta''
04/02/2016 - 11:47

VITERBO – Il Nazareno non decide. Il Nazareno detta la linea. Poi se lassù a Viterbo siete così coscienziosi da seguirla, la linea, meglio per voi. Così, alle 8 della sera e dopo che è finita la riunione decisiva tra i vertici nazionali del Partito democratico e i maggiori rappresentanti locali di esso, non c'è un titolo definitivo. Ma una certezza: se il Comune amministrato dal centrosinistra cadrà, non cadrà entro questa settimana. Semmai la prossima. Questo, al netto dei colpi di testa di eventuali picchiatelli, che in politica – come nella vita di tutti i giorni, del resto – non mancano mai.

 

''Ai partecipanti abbiamo chiesto uno sforzo per risolvere la crisi – spiega con la solita disponibilità il segretario regionale del Pd, Fabio Melilli – Sempre precisando però che la soluzione deve arrivare da Viterbo, e dagli organismi del partito. Ci sono parecchi nodi da sciogliere: dall'agibilità politica del partito, perché non è immaginabile che una parte dei consiglieri continuino a non partecipare agli appuntamenti amministrativi (il riferimento è ai sette consiglieri ribelli, ma quello di Melilli non è un giudizio di merito, né una critica, ma una semplice e ragionevole constatazione, ndr), così come va definito il rapporto del partito con la nuova formazione dei Moderati e riformisti. Questi sono i temi più urgenti, e quelli che mi sembrano alla base di ciò che è successo nelle ultime settimane. Cercheremo dunque di affrontarli insieme, con la direzione provinciale e l'unione comunale e infine anche col gruppo consigliare''. A queste riunioni dovrebbero partecipare sia lo stesso Melilli, sia Lorenzo Guerini.

 

Ergo: prima di questi passaggi, nessun appuntamento dal notaio (sempre al netto delle mattane di qualche picchiatello). Ora: che sia davvero un tentativo serio e concordato per ricomporre il quadro, oppure l'ennesima strategia d'uscita, per allungare la minestra, scavalcare il 24 febbraio (ultima data utile per andare alle elezioni di primavera)? Lo sanno solo quelli che c'erano, i Fioroni e i Mazzoli, i Panunzi e gli Sposetti (si noti la citazione in ordine alfabetico). Né è consigliabile fidarsi di quelli che magari ieri hanno recitato una parte nella tragedia e che poi, tornati nel loro feudo di appartenenza, ne interpretano un'altra, opposta: è la politica, baby.

 

Da quelle parti più sotto scacco, a microfoni rigorosamente spenti, traspare un inaspettato ottimismo: ''E' andata bene, il partito ha detto di andare avanti senza tentennamenti''. Già, il partito.

 

E infatti, l'ultima domanda da porre a Melilli, reatino ma simpatico, è la seguente: onorevole segretario, lo sa che nonostante il percorso che avete concordato stasera (ieri, ndr), a Viterbo qualcuno potrebbe andare dal notaio già venerdì e far cadere l'amministrazione? Qualcuno iscritto ed eletto nella lista del Pd. Risposta melilliana: ''Ognuno fa la scelta che ritiene più opportuna. Ma mi sembra prematuro parlare di uno scenario del genere''.




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