ANNO 20 n° 50
Intossicò 68 persone con del pesce contaminato: denunciato ristoratore
Denunciato anche un venditore per favoreggiamento, dopo aver falsificato documenti
26/10/2012 - 08:30

VITERBO - Somministrava alimenti nocivi, per questo il titolare di un ristorante di Gradoli è stato denunciato dai carabinieri del Nas di Viterbo alla Procura della Repubblica, con l'accusa anche di lesioni personali colpose.

L’indagine è stata avviata nel giugno 2011 a seguito della tossinfezione di 68 persone (provenienti dall’Italia e dall'estero) dopo l’ingestione di prodotti ittici (in particolare carni di tinca) contaminate dal parassita Opisthorchis felineus. Frai filetti di coregone, che non viene attaccato da questo parassita, che erano serviti al ristornate, c'erano infatti anche dei filetti di tinca che invece, se non trattati adeguatamente, possono essere molto nocivi.

Gli accertamenti, eseguiti dai militari del Nas e coordinati dal pm Stefano D’Arma, hanno consentito di individuare il ristorante dove i 68 intossicati avevano mangiato il pesce infestato, che era solito acquistare pesce fresco “in nero” da un ingrosso di prodotti ittici locale.

Il prodotto acquisito, veniva poi fatto mangiare crudo (in “carpaccio”) alla clientela, senza essere stato preventivamente sottoposto alle procedure idonee a neutralizzare gli eventuali parassiti presenti nelle carni.

Durante le indagini, uno dei soci della struttura di vendita all’ingrosso è stato denunciato per favoreggiamento, avendo tentato di ostacolare l’attività investigativa dei Carabinieri,  falsificando documenti commerciali, con lo scopo di aiutare i titolari del ristorante a sottrarsi alle proprie responsabilità e di nascondere le vendite effettuate senza fattura.

L’ingestione di carni contaminate dall’Opisthorchis provoca patologie anche molto gravi, come la cirrosi epatica o alcune forme tumorali.

L’unico modo sicuro per prevenire l’intossicazione è quello di cuocere accuratamente il pesce oppure di congelarlo a -20°C per una settimana, come stabilito dalle procedure del Ministero della Salute. Altri trattamenti come la marinatura, la salagione, l’affumicatura non sono in grado di neutralizzare il parassita.




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