ANNO 18 n° 349
''Io, viterbese fregato dalle banche
per fortuna soltanto per mille euro''
La storia di P. D., convinto a investire su obbligazioni a rischio
12/12/2015 - 11:01

VITERBO – ‘’Alla fine ho perso un migliaio di euro, forse un paio. Niente di che, rispetto alle batoste che hanno subito altri italiani. Però mi rode, eccome se mi rode’’. Tra le centinaia di migliaia di vittime del decreto salvabanche ci sono quelli che si sono ammazzati (vedi il pensionato di Civitavecchia), quelli che sono incacchiati, e altri ancora, come il viterbese P.D., che la prendono con filosofia dopo averla presa in un altro posto.

 

Salva le banche, schiaccia i risparmiatori. Il provvedimento del Governo che ha rimesso in piedi quattro istituti di credito italiani – Ca.ri.fe., CariChieti, Banca Etruria e Banca Marche -, con un meccanismo che anticipa le novità in vigore dal 1 gennaio (il cosiddetto salvataggio interno) ricorrendo in parte però anche al vecchio sistema, quel salvataggio esterno già visto durante la grande crisi finanziaria a cavallo del decennio. P.D. è uomo noto a Viterbo, imprenditore di successo e perciò Viterbonews ha deciso di non citare per esteso il suo nome: per non aggiungere il pubblico ludibrio alle pene che ha già dovuto patire come investitore in obbligazioni di Banca Etruria. Ora, quelle obbligazioni, si sono svalutate del 100 per cento: carta straccia, e neanche della miglior risma.

 

Socio di Banca Etruria da quanto, signor P.?

 

‘’Dal 1994. Da un sacco di tempo. E devo dire che queste obbligazioni ce le proponevano da tanto tempo, alle assemblee. Cercavano di piazzarle ogni anno, mi pare dal 2011 in poi: ci offrivano un tot di azioni a prezzo scontatissimo, come trattamento di favore. E poi, avendo tutti in corso mutui o fidi, avevamo degli sconti sui tassi d’interesse’’.

 

Perché, secondo lei?

 

‘'Contavano sul rapporto di fiducia che si era creato. Oddio, poi le avranno offerte anche ai clienti più freschi, certo, ma con quelli storici andavano sul tranquillo, avevano campo libero’’.

 

Anche con lei.

 

‘’Già, anche se io non sono mai stato appassionato di obbligazioni. Preferisco investire i miei soldi in altri modi. Ma alla fine ho ceduto, per mille euro, ci ho provato’’.

 

Quando ha cominciato a sospettare?

 

‘’Mah, già le condizioni d’offerta, i tassi favorevoli, estremamente favorevoli, potevano essere un segnale. Ancora: quando vedevo che si cominciava a perdere, chiedevo: perché non le vendiamo? Ci rimetto, ma quei soldi me li riprendo e semmai li investo in un’altra cosa. Invece si puntava a prendere tempo, a rassicurare. ‘Che vendi, mi dicevano, tanto non valgono niente’. Ecco, avevano ragione: ora non valgono davvero niente. Ma la certezza l’ho avuta dopo…’’

 

In che momento?

 

‘’Una settimana prima dell’approvazione del decreto del Governo. Quando hanno iniziato a cambiare tutti i direttori delle filiali. Via quello che c’era prima, quello cioè che aveva convinto tutti noi a sottoscrivere quelle obbligazioni, ecco uno nuovo’’.

 

Perché, secondo lei?

 

‘'Secondo me è chiarissimo: per evitare che il direttore precedente venisse minacciato e per lasciare più margine di manovra, anche morale, al nuovo. Che non conoscendo i soci può essere più crudo, schietto, ecco. Questo non significa che sapevano già tutto?’’.

 

Lo dice lei. Ma dalla banca nessuno l’ha avvertito che aveva perso tutto?

 

‘'No. Né una lettera né una telefonata. Vai dai cassieri, che sono sempre meno tra l’altro, e ti dicono che non ne sanno nulla, che pure loro aspettano tempi migliori’’.

 

E il direttore?

 

‘'Parla con tutti. Infatti c’è una fila chilometrica, da quello che ha perso quindicimila euro all’anziano che ha visto evaporare i risparmi. Proprio perché parla con tutti, bisogna mettere in preventivo una giornata d’attesa per un colloquio. E io, signori miei. Ho da lavorare, io…’’

 

Lei crede al retroscena politico-famigliare di cui si parla in questi giorni, per la ministro Boschi?

 

‘'Mah. Di certo so che la sinistra ha sempre ripagato gli amici, specie quelli affaristi. Ho visto che Salvini è andato ad Arezzo: fa bene a cavalcare l’indignazione per questa storia’’.

 

Possiamo citare il suo nome?

 

‘'Preferisco le iniziali. E che siano P.D. è una fortunata coincidenza’’.

 

E lei, investirà ancora in obbligazioni a rischio?

 

‘'Piuttosto, mi rivolgo agli strozzini. Almeno sai prima a cosa vai incontro’’.

 




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