ANNO 20 n° 115
Noir di Gradoli - I cadaveri di Tatiana ed Elena potrebbero essere stati mangiati dai cinghiali
04/12/2010 - 16:03

VITERBO - Potrebbero essere stati divorati dai cinghiali e da animali selvatici  i cadaveri di Tatiana Ceoban  e della figlia Elena, scomparse da Gradoli  il 30 maggio scorso, Sarebbe questa la ragione per cui non sono mai stati ritrovati. E' l'ipotesi avanzata oggi (4 dicembre) in Corte d'Assise da uno dei testimoni dell'accusa, il comandante della stazione carabinieri di Latera Claudio Sterbini, che collaborò alla ricerca dei
corpi.


Il militare ha riferito che nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa di madre e figlia, venne chiesto alle squadre di cacciatori di cinghiali, di norma composte da 24
persone e alcuni cani, di comunicare qualunque particolare che avessero trovato durante le battute, come frammenti di abiti o resti di carne e ossa. Alla domanda del Pm Renzo Petroselli se i cinghiali mangino anche carne umana, il carabiniere ha risposto
affermativamente. 'Se i corpi fossero stati sepolti in un  bosco - ha detto - li avrebbero sicuramente fiutati e divorati'.

Le deposizione del militare ha completato il quadro accusatorio della procura della Repubblica: Paolo Esposito avrebbe ucciso la compagna Tatiana e la figlia Elena con la complicità della sua amante Ala Ceoban, sorella della donna e dunque zia della ragazza, poi avrebbero caricato i loro corpi sul pick-up di proprietà della cooperativa 'Il leone e la spiga' di Gradoli, per la quale in quel periodo lavorava l'uomo, e li avrebbero trasportati in un luogo lontano, probabilmente nei boschi del monte Amiata dove li avrebbero nascosti.

Secondo i difensori degli imputati, però, si tratterebbe solo di un teorema che  non avrebbe trovato alcun riscontro, nemmeno indiretto. Il dibattimento riprenderà il 10 dicembre con l'esame di altri testimoni dell'accusa.




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