ANNO 18 n° 115
Rugby: ''Spogliatoi obsoleti e pericolosi'', dirigenti comunali incartati su una firma
Urgono interventi alle strutture del campo ''Sandro Quatrini''
13/06/2014 - 11:57

di Andrea Arena

VITERBO – Manca una firma, o forse manca la volontà? Domande che fanno nebbia su questa storia, una storia di sport e di sforzi da una parte, e di burocrazia della razza peggiore dall’altra. C’è il campo da rugby, il Sandro Quatrini di Santa Barbara: un luogo mitico, perché ospita le gesta di una società gloriosa, il Rugby Viterbo, fondato nel 1952, fucina di talenti ieri come oggi (da Italo La Rosa a Simon Picone), centro di gravità permanente di tanti ragazzi, di tante famiglie.

Una società che tra l’altro ha dimostrato negli anni di non campare a rimorchio dei soldi pubblici, né di speculare e tanto meno di piagnucolare, come invece fanno molte realtà sportive locali. Anzi, quelli della palla ovale, fedeli all’immagine dei duri e puri quando serve hanno dimostrato di sapersi rimboccare le mani: come quando ricostruirono da soli la club house (la casa del popolo del rugby, dove farsi una birra dopo la partita, cenare insieme o soltanto scambiare due chiacchiere) distrutta da un incendio alcuni anni fa. Oggi quel posto meraviglioso è di nuovo vivo e, ironia del destino, donato al Comune, che ne è il proprietario nominale.

Oggi il problema che ha fatto incavolare parecchio la società presieduta da Roberto Pepponi è un altro, sempre grave. Gli spogliatoi sono ridotti malissimo: pericolosi e fatiscenti, come hanno certificato gli stessi tecnici comunali dopo i sopralluoghi. Oltre ad essere insicuri per i giocatori viterbesi (quelli della prima squadra, ma anche i torelli del settore giovanile), diciamo che questi stanzoni non sono il massimo da offrire alle squadre ospiti, provenienti da tutta Italia. E’ anche una questione di immagine, di decoro, di cultura dell’accoglienza, che poi sarebbe fondamentale nello spirito di questo sport. I lavori spetterebbero, secondo la convezione col club, a palazzo dei Priori.

Dice: rimettere a posto gli spogliatoi costa un sacco di soldi, e il Comune, anche se non avesse il braccino corto, ha le casse secche come la gola di un tuareg. Anche in questo caso, i dirigenti del Rugby Viterbo hanno evitato il traffico e sono andati dirittamente al punto, ottenendo dalla Federazione un finanziamento per effettuare tutti gli interventi necessari. Peccato però che per ottenerlo serva una nuova concessione, che sarebbe pure pronta (e avallata dall’assessore ai Lavori pubblici Saraconi e dal delegato allo Sport Insogna), che è intelligente e non gravosa per le finanze pubbliche (visto che prevede la restituzione del finanziamento diluita in otto anni), ma che appunto manca di una firma. . Quella, decisiva, del dirigente.

“La pratica è ferma almeno da due mesi, nonostante le numerose rassicurazioni ottenute dagli amministratori comunali”, sottolineano con sacrosanta indignazione da Santa Barbara. Senza dimenticare che il fattore decisivo, qui, è il tempo: ad agsto inizia la preparazione, a settembre il campionati, poi sarà la volta dell’esercito delle giovanili. E il tempo passa, e la firma non arriva, e si rischia di perdere quei soldi – parliamo di decine di migliaia di euro – così vitali.

I rugbisti, si sa, hanno le spalle larghe: ne hanno sopportate di tutti i colori, sempre a Viterbo, come quando nel ’98, insieme alla storica promozione in A2, arrivò un bel regalino da palazzo dei Priori. I lavori di adeguamento della struttura e delle tribune a campionato in corso, con la squadra costretta ad emigrare in campo neutro per alcuni mesi. Gli anni sono passati, il movimento è più vivo che mai (settecento persone l’altra la sera alla tradizionale cena “Da palo a palo”), gli amministratori comunali sono cambiati. Ma certi cattive abitudini sono sempre uguali. Nei secoli dei secoli, alla faccia dello sport cittadino, buono solo quando vince, o quando porta voti.




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