ANNO 18 n° 327
Seimila prestazioni infermieristiche alla Asl
Cinque i Painf attivi nella Tuscia
31/12/2014 - 13:03

VITERBO - Sono quasi 6000 le prestazioni erogate al 30 novembre dai cinque Punti di assistenza infermieristica (Painf) presenti sul territorio provinciale. Numeri importanti che diventeranno ancora più significativi quando si sommeranno con quelli relativi al mese di dicembre, a conclusione di un anno positivo, caratterizzato da un incremento del volume di attività e dalla nascita dall’ambulatorio del quartiere del Carmine a Viterbo.

Il Painf è una struttura afferente al Saio (Servizio assistenza infermieristica e ostetrica) della Asl. Si tratta di strutture collocate nel territorio, ma anche in ambito ospedaliero, la cui particolarità risiede nel fatto che sono interamente gestite da personale infermieristico.

Si rivolgono essenzialmente a pazienti affetti da patologie croniche e sono un esempio concreto di applicazione del modello assistenziale di “medicina di iniziativa” che si differenzia dalla “medicina di attesa” più idonea alle malattie acute. Nel Punto di assistenza infermieristica, infatti, non si attende che il paziente giunga sottoponendo un disturbo, che il più delle volte può essere risolto in un lasso breve di tempo, ma ci si prende cura delle persone, in particolar modo quelle affette da patologie croniche, con interventi personalizzati ed erogando le prestazioni più adeguate. Questo consente anche una sensibile riduzione di accessi inappropriati nei pronto soccorso ospedalieri.

Ad oggi i Painf attivi nella Tuscia sono cinque: due a Viterbo, presso il quartiere del Carmine e nella casa di cura Villa Rosa, e uno a Ronciglione, Piansano e ad Acquapendente. Dati alla mano il nuovo modello assistenziale convince i cittadini, basti pensare che in tutto il 2013 nel solo capoluogo le prestazioni erogate erano state 2865, numero già abbondantemente superato al 30 novembre di quest’anno, giorno in cui è stata registrata la prestazione numero 3455.

''L’istituzione dei Painf – spiega il dirigente del Saio, Roberto Riccardi - fonda i suoi presupposti in alcune importanti innovazioni. La prima è da ricondurre allo scenario che si sta delineando nella sanità italiana dovuto alla razionalizzazione dei posti letto per acuti e al conseguente e necessario sviluppo dell’assistenza territoriale. L’altro presupposto è sicuramente da ricercarsi nella profonda evoluzione della professione infermieristica. Nell’ultimo decennio, infatti, l’emanazione di importanti leggi ha consentito un forte riconoscimento dello stato giuridico e dell’autonomia professionale degli infermieri.

Il Painf rappresenta un nodo strategico del sistema delle cure primarie perché, operando in stretta connessione funzionale con i medici di medicina generale e con la rete dei servizi, consente la gestione di soggetti con patologie cronico degenerative e l’erogazione di prestazioni assistenziali a soggetti post ricovero ospedaliero”. Nell’ambulatorio avviene la presa in carico della persona rispondendo ai bisogni di assistenza con l’uso di metodologie e strumenti di pianificazione.

Il personale infermieristico, inoltre, promuove i processi di autocura anche al fine di realizzare una partecipazione attiva e consapevole alle scelte di natura assistenziale. “In questo modo – conclude Riccardi – si migliorano l’accessibilità e la fruibilità ai servizi sanitari, si assicura la continuità assistenziale e si promuove l’attività di prevenzione e di educazione alla salute''.

Visti gli ottimi risultati, a partire dal 2015 e in collaborazione con le Amministrazioni comunali, la Asl intende istituire nuovi Painf, integrati con i punti prelievi aziendali, nel quartiere di Santa Barbara a Viterbo e nei comuni di Marta, Grotte Santo Stefano, Tarquinia, Soriano nel Cimino, Canepina e Ischia di Castro.

Si accede al Painf con prescrizione medica e con modulistica del Servizio sanitario nazionale. Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina www.asl.vt.it/Cittadino/Painf.php




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