ANNO 18 n° 325
Tassa di soggiorno a Viterbo,
Coro di ''no'' degli albergatori
Cinque gestori su cinque contrari al balzello che dovranno pagare i turisti
24/07/2014 - 04:01

di Alessandra Pinna

VITERBO – La tassa di soggiorno non va giù agli albergatori. E’ il risultato dell’inchiesta di Viterbonews24, che ha ascoltato i pareri dei proprietari delle strutture del capoluogo. I motivi sono sempre gli stessi: il momento di crisi che si sta attraversando e la mancanza dei servizi. Viterbo, insomma, non è ancora in grado di chiedere il balzello ai turisti.

Su cinque sentiti nessuno si è detto favorevole alla tassa di soggiorno. Il no unanime è arrivato da Hotel Inn Viterbo, Best Wester, Tuscia Hotel, Balletti Palace Hotel e Villa Sofia.

I gestori vedono di cattivo occhio l’obolo che i turisti andrebbero a pagare per ogni notte passata nelle strutture. ‘’Il momento di crisi – spiega uno dei gestori – non ci permette di chiedere un ulteriore spesa ai turisti che decidono di passare qualche giorno nella nostra città’’.

Enrico Patara del Tuscia Hotel vede nella tassa un’operazione ‘’ingiustificata perche potrebbe comportare una diminuzione dei flussi, anche a favore di poli turistici a noi vicini, meglio organizzati e con idee più chiare’’. ‘’Tale tassa – spiega il gestore della struttura - può trovare la sua giustificazione in città a grande valenza turistica come Roma, Firenze, Venezia, Pisa, Siena, Verona ma non nella nostra città, dove il turismo non e mai decollato. Inoltre, - prosegue - in questi tempi di crisi, per l'imprenditore turistico (in qualità di esattore) sarà molto difficile scaricare direttamente la tassa sul turista e sarà quindi costretto a diminuire del pari importo la tariffa praticata (tariffa rimasta pressoché invariata dal 2000). Di fatto – conclude - la tassa di soggiorno diventerà una ulteriore imposizione all'impresa alberghiera, aggiungendosi ad Imu e Tarsu’’.

Meno categorico uno dei responsabili del Balletti Palace Hotel, che pur non essendo d’accordo con il balzello, potrebbe capire la sua introduzione in un’ottica di reinvestimento per migliorare i servizi della città. ‘’I turisti non sono tanti e la crisi si fa sentire – ha spiegato – e il solo fatto dell’introduzione della tassa, a prescindere dal prezzo che il Comune deciderà di praticare, potrebbe frenare l’ingresso dei turisti’’.

Sulla stessa linea il proprietario di Villa Sofia. ‘’Sarei anche favorevole all’applicazione della tassa – ha spiegato Carlo Gobbino – ma in un’ottica di reinvestimento e con dei servizi a disposizione dei turisti. Al momento, però, Viterbo non è pronta e non può permettersi di chiedere un dazio a chi sceglie di passare qualche giorno a Viterbo. E’ assurdo pensare di far pagare i turisti quando Villa Lante è chiusa nei giorni di festa, mancano i bagni pubblici e noi, come strutture, dobbiamo fotocopiare le cartine della città perché altrimenti si troverebbero solo a pagamento’’.

La tassa di soggiorno sarà oggetto di discussione dei prossimi consigli comunali per il bilancio, che si svolgeranno dal 28 luglio al 10 agosto.

 




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