ANNO 20 n° 51
Valentini: ''Dobbiamo credere nei nostri prodotti''
Lo ha detto il capogruppo regionale del Pd
22/07/2013 - 04:00

VITERBO - “Dobbiamo essere i primi a credere nei nostri prodotti, i primi ad acquistarli, i primi a promuoverli e valorizzarli per creare veramente un marchio laziale capace di dare alla produzione enogastronomica regionale il posto che merita a livello nazionale”.

A dichiararlo è il capogruppo regionale di Per il Lazio, Riccardo Valentini, intervenuto sabato al convegno dedicato alla Cannaiola di Marta nell’ambito della manifestazione “La Dolce Vite” organizzata dal Comune del Lago di Bolsena dal 19 al 21 luglio. Assieme a Valentini e al sindaco di Marta Lucia Catanesi, sono intervenuti all’incontro anche l’antropologo alimentare Sergio Grasso, Antonio Ciaschi (geografo Unitus), Marco Marucelli (giornalista enogastronomico) e Alessandro Scorsone (sommelier AIS). 

“Dobbiamo creare nuovi percorsi – ha detto Valentini – per rilanciare la nostra economia. E l’agricoltura, la nostra terra, sono la ricchezza da cui dobbiamo ripartire per elaborare anche un modello di sviluppo diverso per fare economia a partire da quello che abbiamo in casa: tipicità ed eccellenza in sinergia con il patrimonio storico, ambientale e culturale. Una ricchezza che tutto il mondo ci invidia. Valorizzarla e renderla competitiva sui mercati significa anche raccontare un territorio, evocarne la storia e quindi attrarre flussi turistici. Significa pensare al futuro costruendolo quotidianamente nel presente. Ma per farlo – sottolinea Valentini – dobbiamo essere noi i primi a crederci. Dobbiamo sviluppare un vero e proprio mercato interno dove i nostri cittadini, i nostri commercianti, i nostri operatori culturali siano i primi ad acquistare, vendere, promuovere e far conoscere la produzione tipica regionale. Dobbiamo ridare fiducia ai nostri prodotti. La regione Lazio – conclude Riccardo Valentini – deve diventare come la Toscana e l’Umbria, perché ha prodotti eccezionali accompagnati da un paesaggio meraviglioso e una storia e una natura straordinarie. Dobbiamo essere i primi a crederci, rendendo le nuove generazioni protagoniste. Ed è questa la sfida che ci aspetta. Il segnale che vogliamo dare”.

 




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