

VITERBO - 'Il 2011 è un anno di elezioni amministrative per 22 comuni della Tuscia, ma non è da escludere che ce ne possa essere un 23° ad andare alle urne. Di quale sto parlando? Ma di Viterbo ovviamente'. Un Ugo Sposetti 'Nostradamus' questa mattina ha fatto il punto sulla situazione politica attraversata dall’Italia e da Viterbo, in un momento in cui soprattutto il centrodestra deve fare i conti con terremoti interni, senza dimenticare, però, le “eterne” correnti presenti all’interno del PD, che potrebbero mettere a rischio le prossime campagne elettorali.
Ed ecco, perciò, il deputato ed esponente di spicco del Partito Democratico che invita i vari circoli locali alla massima unità e ad andare oltre le mozioni che hanno contraddistinto la vita del movimento politico nell’ultimo anno. “Le tre mozioni (ndr Bersani, Franceschini e Marino) hanno rappresentato un importante momento di crescita e di confronto per il nostro partito – ha detto Sposetti – ma ora è necessario pensare al bene della comunità, a rappresentare gli interessi dei cittadini e per farlo abbiamo bisogno di lavorare per costruire alleanze solide e larghe, sul modello di Civita Castellana, che dopo anni è tornata al centrosinistra”.
“I nostri circoli si devono muovere con l’intento appassionare ed entusiasmare l’elettorato – ha continuato – anche perché il Pd deve essere pronto a subentrare ad un centrodestra ormai allo sbaraglio”. E qui Sposetti non si frena nell’esaminare lo stato di salute della maggioranza, soprattutto a Palazzo dei Priori, che secondo il capogruppo del Pd si può dire prossima all’implosione. “Nella nostra provincia, a differenza di quanto accade al livello nazionale con spaccature fra berlusconiani e finiani, le divisioni sono dovute a giochi di potere, alla ricerca di poltrone, un esempio evidente è stato il Comune di Montefiascone che dopo pochi mesi dal suo insediamento è arrivato al commissariamento per scontri nella maggioranza. La stessa sorte potrebbe avvenire a breve anche per Viterbo: qui infatti la giunta ritarda a votare la delibera sulla responsabilità degli amministratori perché su questa rischia di cadere. E’ strano che siano quattro mesi che la stanno scrivendo quando ci vuole così poco: se vogliono li posso aiutare”, ha commentato ironico Sposetti.
Ma le critiche arrivano anche per Palazzo Gentili, reo di far valere poco le esigenze della Tuscia con le istituzioni maggiori. Qui anche Enrico Panunzi e Andrea Egidi, presenti all’incontro, non si sono risparmiati nel citare le principali problematiche che vedono la provincia viterbese in affanno. Prima fra tutti la sanità, che con il blocco del turn over e l’istituzione delle macroaree per le Asl si vedrebbe fortemente penalizzata, senza parlare della perenne questione trasporti e infrastrutture. “Non è affatto da sottovalutare la soppressione dei treni nel tratto ferroviario Viterbo – Civita Castellana – Roma, soprattutto se si pensa a quando riapriranno le scuole – ha aggiunto Sposetti – oppure che dopo gli incidenti avvenuti alle porte della capitale si siano sostituite le carrozze con vagoni del 1938 e 1932, mentre quelle nuove sono state portate a Roma. Il silenzio di Marini e Meroi è preoccupante”.
“La gente è stanca, serve unità fra gli interlocutori politici ed un programma condiviso. Per questo è fondamentale che i circoli superino le divisioni interne: il pullare di liste, infatti, sarebbe una china pericolosissima” ha chiosato alla fine Panunzi.
Ora l’unica cosa da fare è vedere se la profezia di “Nostradamus” Sposetti si realizzerà: ai posteri l’ardua sentenza.