ANNO 27 n° 263
03/11/2010 - 14:50

VITERBO – Non ci sta ad essere etichettato semplicemente come “uomo di Parroncini” Alessandro Dinelli, uno dei tre candidati alla segreteria provinciale del Partito Democratico, insieme ad Andrea Egidi ed Enrico Panunzi. Durante la conferenza di presentazione della propria candidatura, infatti, il presidente del consiglio comunale di Tarquinia ed ex capo segreteria di Giuseppe Parroncini alla Regione ha più volte ribadito la propria “autonomia di pensiero e giudizio”, spalleggiato anche dal vice segretario attuale, Giulia Arcangeli.

“La polemica sui portaborse è ingenerosa e sterile e non porta nulla di costruttivo per il nostro partito – ha commentato Dinelli –, noi dobbiamo pensare a lavorare per un Pd che non sia più autoreferenziale, ma che sia realmente utile ai cittadini, che metta in campo delle idee e che non parli solamente di scontri di corrente e lotte intestine. Per questo motivo il congresso che è alle porte non deve essere di apparato, ma deve coinvolgere tutti gli elettori”.

Sono quattro le linee guida, o come le ha definite lui “pilastri”, che Dinelli si prefigge di attuare una volta diventato segretario provinciale: innanzitutto la ricostruzione di un nuovo modello di governo per la Tuscia, che comprenda una nuova green economy, la questione rifiuti, l’investimento sulle energie alternative, il “no” alla centrale nucleare ed il “sì” all’acqua pubblica, non dimenticandosi mai il problema occupazione. Altro tema è la “democrazia interna”, con cui Dinelli porterebbe alle “urne” il proprio elettorato facendo scegliere ai cittadini, tramite le primarie, chi candidare alle cariche di senatore e deputato: una sorta di “Parlamento nella Tuscia”. Si passa poi ad un maggiore coinvolgimento dei circoli, evitando di perdersi troppo spesso nelle stanze di via Cardarelli, ad un rinnovamento della classe politica, soprattutto in vista delle amministrative del 2011, e ad un peso maggiore delle donne. Ultimo “pilastro” è sopperire al grande deficit comunicativo che da sempre contraddistingue il Pd, con una campagna di comunicazione che ogni settimana preveda lo svisceramento di un tema.

Certamente questo sarà un mese di fuoco per il candidato della corrente parronciniana, viste le polemiche ed i duri scontri fratricidi che sono verificati in questo ultimo mese nel Pd provinciale, che ben poca fiducia e tanto sconcerto hanno lasciato soprattutto nell’elettorato di centrosinistra. “Comprendo perfettamente le perplessità dei cittadini – ha detto Dinelli – e sono il primo a credere che non sia giusto per loro accettare con tranquillità un Pd a scatola chiusa, per questo motivo in questi giorni mi dovrò dare molto da fare per spiegare e far comprendere quello che è accaduto ed il nuovo concetto di partito che voglio portare avanti, certo non sarà facile”.

“Il progetto del Pd in questi anni non è decollato a pieno – ha aggiunto poi Giulia Arcangeli – Alessandro rappresenta un elemento innovativo, è un giovane con una importante esperienza amministrativa e politica alle spalle, per questo non riesco proprio a spiegarmi questo accanimento nei suoi confronti, solamente perché è vicino ad un uomo che ha dato e continua a dare grande apporto al nostro partito”.

La corsa alla segreteria, quindi, è solo agli inizi ed in questi venti giorni Dinelli dovrà dimostrare di non essere solo “uomo di Parroncini” ma “uomo del Pd”.




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