ANNO 27 n° 273
"A Fabrica di Roma autovelox anche per i pedoni..."

"Il Comune di Fabrica di Roma per compensare i mancati introiti dell’ICI ha creduto bene di spennare i poveri ignari cittadini fabrichesi installando autovelox in ogni angolo del paese e facendo fare le più disparate multe. "Manca solo il controllo della “velocità dei pedoni” (cioè coloro che vanno a piedi e possono intralciare il marciapiede), l’importante per l’Amministrazione Comunale è incassare”. 

E' quanto afferma Maria D'alessandro, del Partito dei Comunisti italiani a nome della sezione locale.

"Tale sistema - continua l'esponente politico - fa pensare che la prevenzione e l’aumento della sicurezza stradale, siano state messe da parte a favore di una lucrosa illegale repressione, con un notevole afflusso di denaro nelle casse comunali che certamente non placherà, ma un po’ attenuerà la perenne fame pecuniaria dell’Amministrazione Palmegiani IV .

Dopo la scelta del governo Berlusconi (poco centro e tanta destra) di cancellare l’ICI e gli ulteriori tagli di trasferimenti del governo nazionale agli enti locali hanno costretto gli amministratori di fabrichesi (ugualmente con poco centro e tanta destra) alla gabella delle multe per non dichiarare “bancarotta”.

E a nulla sono valse le proteste dei cittadini, inoltre il Comune, con una presunta delibera generica, si è avvalso della collaborazione della polizia municipale di Gallese trascurando (cosa di non poco conto) il codice stradale che recita:
”i corpi di polizia municipale possono espletare il proprio servizio solo nell’ambito del territori di competenza.”

Considerando, anche, quanto appreso da fonti giornalistiche che il Sig. Prefetto di Viterbo ha ritirato dal territorio provinciale tutti gli autovelox compreso quello di Gallese; inoltre non  si riesce a comprendere, sul piano amministrativo, come vengono distribuiti i proventi derivati dalle multe tra il comune di Gallese e quello di Fabrica di Roma.

Quando un Sindaco e la sua Giunta sono incapaci di governare, facile è il ricorso a mettere mano nei portafogli dei cittadini ricorrendo al solito espediente delle multe che di fatto sono da considerarsi, per Fabrica di Roma, la “tassa fissa per eccellenza”.

"La speranza - conclude Maria D'Alessandro" è che il Caro Sindaco Peppone IV investa i proventi delle multe (facendone “buon uso”) almeno per risanare le tubature dell’acquedotto comunale che come le “casse” hanno buchi da tutte le parti".




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