

VITERBO - Ricordate la celebre frase “Aridatece er puzzone” apparsa su un muraglione del Tevere, a Roma, nel 1945? Frase seguita da un’altrettanto celebre invocazione “Colonnello Poletti, meno chiacchiere e più spaghetti”. Una scritta, quella de “er puzzone” riciclata da Giorgio Forattini dopo la “caduta” di Bettino Craxi in una delle sue più feroci vignette, per affermare che dopo, come insegna un antico adagio popolare, viene sempre il peggio.
Beh, oggi quell’invocazione non avrebbe senso. La Camera dei Deputati, infatti, ci ha ridato, anzi ci ha preservato “er puzzone” di turno. Silvio Berlusconi, infatti, è stato “fiduciato”, per soli tre voti, ma è stato “fiduciato”.
E, molto probabilmente, ce lo dovremo tenere fino alla fine della legislatura. Perché? Semplice: il presidente della Camera Gianfranco Fini era ancora sotto choc per l’esito del voto che aveva sfiduciato i presentatori delle mozioni di sfiducia, e già alcuni deputati del Fli si erano messi a correre in soccorso del vincitore. A cominciare dal suo amico Silvano Moffa.
E’ quindi ragionevolmente presumibile che i tre voti di maggioranza di cui dispone oggi il cavaliere a Montecitorio domani diventino cinque, dopodomani sette, fino ad arrivare a 15-20 e magari di più nel giro di un paio di settimane. E forse è meglio così.
Quale alternativa credibile avrebbero potuto offrire la sempiterna opposizione di centrosinistra e la neo-opposizione di centrodestra? Mettere insieme il diavolo e l’acqua santa nel nome dell’antiberlusconismo? Rabberciare un improbabile governo tecno-armistiziale-nazionalunitario? E per fare cosa? Ma per cambiare la legge elettorale dicevano in coro il diavolo e l’acqua santa. Già, ma come? Con il modello tedesco, con una spruzzata di semipresidenzialismo francese, corretto all’uninominale con la supercazzola come fosse antani e lo scappellamento a sinistra. O a destra?
E ancora, dicevano il diavolo e l’acquasanta, per fare le riforme istituzionali, tanto utili al Paese, per imprimere una svolta liberale, per fare le privatizzazioni, per rilanciare l’economia, per…, per…. Ma ci facciano il piacere! Tutti lor signori, da destra a sinistra, non riuscirebbero a riformare nemmeno il regolamento del condominio in cui abitano. E’ dal 1994 che rompono le scatole con questa solfa senza cavare un ragno dal buco. E allora non ci resta che tenerci “er puzzone”.
A meno che non avvenga un miracolo – perché ogni tanto i miracoli avvengono - e qualcuno, che non sia Beppe Grillo, né i violacei, colore oltre tutto porta sfiga, né i girotondordi, né i nostalgici delle fiamme ardenti e delle falci & martello, non riesca a farci capire che tra Montecitorio e Palazzo Madama non c’è nessuno, o quasi nessuno, che si salvi. Che gratta, gratta, sono tutti uguali. Perché sono tutti vecchi, anche i trentenni, legati a un fare politico in avanzato stato di decomposizione. Putrescente e puzzolente. Qualcuno in grado di presentare un programma fatto di un solo punto: “Tutti a casa”. E si ricomincia daccapo, come nel 1946. Ci teniamo solo la Costituzione Repubblicana. E’ qualunquismo? Meglio qualunquisti che complici de “er puzzone” e degli antierpuzzoniani che senza Berlusconi non avrebbero nulla da dire. E tanto meno da fare.