

“Conflitto di interessi? Gli unici interessi, per noi, sono quelli della Provincia. E quando si difende un atto, si difende l’atto dell’ente, non della persona che lo ha firmato”.
Così il presidente di palazzo Gentili, Alessandro Mazzoli, replica al consigliere Francesco Battistoni, che ha sollevato la presunta incompatibilità tra la dirigenza del settore Avvocatura e quella degli Affari generali.
Proprio sul regio decreto legge del 1933 citato dall’esponente dell’opposizione, è intervenuta una sentenza della Cassazione lo scorso 25 novembre. “L’iscrizione nell’elenco speciale annesso all’albo, essendo prevista per gli avvocati degli uffici legali degli enti indicati – si legge – richiede due presupposti: deve esistere, nell’ambito dell’ente pubblico, un ufficio legale che costituisca un’unità organica autonoma; colui che chiede l’iscrizione – dipendente dell’ente e in possesso del titolo di avvocato – faccia parte dell’ufficio legale e sia incaricato di svolgere attività professionale, limitatamente alle cause e agli affari propri dell’ente”, tra l’altro prevedendo l’inquadramento nello stesso e non a titolo precario. Nient’altro.
“Ora – continua Mazzoli – l’orologio del consigliere sembra essersi fermato a 75 anni fa. Non c’è dubbio che l’Avvocatura della Provincia sia pienamente autonoma e che la dirigenza sia affidata a un professionista iscritto all’albo. In qualità di dirigente, c’è anche la responsabilità del personale, dell’organizzazione del settore e della sua gestione economica. E’ chiaro che vengono meno i presupposti citati da Battistoni, quando dice che da ciò deriva il divieto di assegnazione di compiti meramente amministrativi non attinenti alla professione”.
Ma c’è di più. “Quella della Provincia di Viterbo – spiega ancora il presidente - non è un’anomalia, esistono diversi altri casi analoghi. Battistoni sembra però ignorare un altro aspetto: la finanziaria 2008 prevede infatti la possibilità non solo di fornire assistenza legale ad altri enti, cosa che già avviene, ma anche difesa e rappresentanza in giudizio. Se dunque si possono svolgere perfino compiti al di fuori dell’ente, dov’è l’incompatibilità? Se non c’è rispetto ad altre realtà, non vedo come possa esserci restando all’interno della Provincia”.
Oltretutto, nei mesi scorsi una risposta era già arrivata, in un linguaggio un po’ strano – l’ha definita il consigliere – da perfetto azzeccagarbugli. “Forse – conclude Mazzoli – sarebbe il caso che Battistoni cominciasse ad avere maggiore rispetto, tanto verso le istituzioni quanto nei confronti di chi ci lavora. Non è la prima volta che costruisce falsi scoop, ma a questo ormai siamo abituati. Ciò che sorprende è invece un’insistenza sull’argomento che rasenta l’aggressione personale. Per uno che per anni ha ricoperto la carica di assessore proprio a palazzo Gentili, che con le stesse persone ha condiviso un percorso, questo sì che è un linguaggio strano. Strano e incomprensibile”.