ANNO 27 n° 266
"Cassonetti rimossi per risparmiare"

Riceviamo e pubblichiamo    

Cornuti e Mazziati. E’ il detto che i grottani usano per far capire quanto siano stanchi, arrabbiati e delusi di sopportare le ingiustizie e le angherie che l’amministrazione comunale riserva al loro territorio, fregandosene altamente di tutelare i loro sacrosanti diritti.

 

L’ultimo atto : rifiuti  solidi urbani.

Dai proclami dell’amministrazione sulla raccolta differenziata che dovrà partire tra alcuni giorni nel centro storico di Viterbo, in quello di Bagnaia e di San Martino al Cimino, non si capisce perché la stessa raccolta differenziata non sia stata programmata anche per il centro di Grotte S. Stefano.

Non riusciamo nemmeno a capire il motivo per il quale da alcuni giorni il nostro paese e tutto il circondario (Fastello-Vallebona-Montecalvello-S.Angelo e Roccalvecce) sia stata defraudato di alcuni cassonetti per la raccolta della immondizia, e questo tra lo stupore e la preoccupazione della popolazione, costituita in gran parte da anziani e vecchi, che non hanno più la possibilità di cestinare i propri rifiuti nelle vicinanze della loro abitazione. Saranno costretti ad abbandonarli per strada ?

 

Ma il segreto è ben presto svelato :

 La giunta comunale con atto n. 98 del 05/03/2010 ha approvato la proposta di riorganizzazione dei servizi d’igiene urbana finalizzata al potenziamento della raccolta differenziata “porta a porta” a tutta l’area del centro storico del capoluogo, estesa poi al centro storico delle frazioni di Bagnaia e San Martino al Cimino.

Detto sistema di raccolta, anche se mitigato da minori conferimenti di rifiuti in discarica, evidenzia un incremento del corrispettivo del contratto in essere con il CEV di €. 400.000,00 circa –oltre IVA-,  comportando un  maggior impegno di personale dovendo far ricorso a prestazioni straordinarie e di mezzi da utilizzare in doppi turni.

Considerato, però, che la maggiore spesa necessaria per l’estensione della raccolta “porta a porta” non era compatibile con le disponibilità di bilancio, l’amministrazione comunale invitava il CEV ad esaminare la possibilità di compensare in toto od in parte la maggiore spesa con analoghi risparmi.

Ed i risparmi sono stati fatti, guarda caso, togliendo e continuando a togliere i cassonetti a Grotte S. Stefano.

Pertanto la raccolta differenziata “porta a porta” la pagheranno di tasca propria tutti i grottani.

E pensare che la tassa sui rifiuti solidi urbani noi grottani l’abbiamo sempre pagata in misura doppia rispetto ai viterbesi, in quanto la raccolta a Grotte viene effettuata a giorni alterni  mentre a Viterbo giornalmente.

In questa triste vicenda trovo veramente incomprensibile ed ingiustificato l’intervento del delegato del Sindaco –consigliere Micci- che chiede, come se fosse estraneo alla maggioranza di centro destra dell’amministrazione comunale,  il ripristino immediato dei cassonetti.

Ma lui dove era quando la sua maggioranza deliberava di fare la raccolta “porta a porta” a Bagnaia e San Martino e non a Grotte ?

 

Perché il suo partito non lo ha informato della scelta che il CEV avrebbe dovuto fare per ridurre le spese?

 

Perché si atteggia a paladino dei cittadini di Grotte anziché farsi valere in fase decisionale?

 

Fa parte o no della maggioranza che amministra il Comune di Viterbo ?

 

Non si può, secondo me, rivestire il doppio ruolo di amministratore o di contestatore a secondo delle circostanze.

Prendo atto comunque, leggendo il suo articolo, che è passato all’opposizione, per questo lo invito a fare una battaglia insieme, nell’interesse dei grottani, oggi per i cassonetti, domani per altro.

 

                                       Guancini Francesco – consigliere P.D

 




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