ANNO 27 n° 270
"Dati alla mano non credo proprio si possa parlare di fallimento"

Riceviamo e pubblichiamo la replica del sindaco Giulio Marini alla nota del capogruppo Pd in consiglio comunale, Ugo Sposetti,  sulle relazioni dei revisori dei conti e il fallimento dell'attuale giunta:

Mi preme far presente all'onorevole Sposetti che sia io che la giunta stiamo ottemperando a quanto indicato nelle relazioni presentate dal collegio dei revisori dei conti. Ovvero, “esperire tutte le azioni conseguenti e funzionali alla tutela delle risorse pubbliche”.

Voglio solamente citare alcuni dati numerici, chiari e indiscutibili, per dettagliare quanto parzialmente estrapolato dall'onorevole Sposetti dalla documentazione redatta dal collegio dei revisori dei conti. Nel rendiconto 2007 si parla di una situazione di cassa pari a circa 9 milioni di euro. Nel primo rendiconto 2008 della giunta Marini, insediata nel mese di aprile, si parla di 12 milioni e 700 mila euro. Il rendiconto in corso di approvazione evidenzia una situazione di cassa pari a 22 milioni e 200 mila euro, ai quali si devono aggiungere circa quattro milioni di euro ancora non versati dal concessionario della riscossione dei tributi.

Si tratta di dati oggettivi, rilevati con documentazione alla mano. Non credo proprio si possa parlare di fallimento. Vorrei inoltre invitare l'onorevole Sposetti a prendere visione della relazione inviata recentemente ai Servizi Ispettivi del Ministero dell'Economia e delle Finanze. In tale documentazione viene illustrata analiticamente e puntualmente l'analisi e il monitoraggio dei residui attivi, nonché l'evoluzione dei flussi di cassa. Non dimentichiamo poi che in tutti questi mesi, proprio per evitare che la tensione finanziaria di società come Talete diventasse insostenibile, il Comune ha pagato 1 milione e 200 mila euro a saldo della fornitura di acqua relativa alle annualità pregresse, 1 milione di euro alla Robur per sanare posizioni di debito verso il Siit. A questa somma va aggiunta quella di 3 milioni e 800 mila euro destinati al Cev per il pagamento di debiti verso i piccoli fornitori, che ad oggi risultano integralmente saldati, ad eccezione di alcune posizioni ancora in corso di accertamento. In tutto questo contesto, nessun dipendente Cev ha perso il proprio posto di lavoro, nessun dipendente appartenente alle società partecipate è stato messo alla porta.

È altrettanto vero che ad oggi abbiamo sette unità di personale in cassa integrazione. Il processo di ricollocazione è indubbiamente complesso, ma sotto controllo. Due unità in cassa integrazione già nel mese di luglio sono state reinserite all'interno della società Francigena, in condizione di equità finanziaria e facendo attenzione ai numeri. Vorrei far presente inoltre al capogruppo Sposetti che le gare per il posizionamento sul mercato dei vari servizi sono in corso di definizione. Le procedure sono estremamente complesse e soprattutto tese alla salvaguardia di circa 110 posti di lavoro collegati alle gare stesse. Per evitare complicazioni e ulteriori difficoltà è necessario giungere ad accordi sindacali condivisi dalle varie parti coinvolte.

In ultimo, vorrei sottolineare come tutte le attività propedeutiche alla dismissione dal mercato di alcuni servizi fanno sì che all'interno del Cev si possa realizzare un maggiore valore di cessione – di circa 600 mila euro – senza andare a gravare sulle casse del Comune e di conseguenza sui bilanci familiari dei miei concittadini. Anche se i problemi economici non mancano, il rispetto del denaro pubblico e la tutela del posto di lavoro dei dipendenti rappresentano sempre delle priorità per questa amministrazione. E i numeri lo confermano. Ma a volte per qualcuno la matematica è semplicemente un'opinione.




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