

“L'intenzione di Eraldo nello scrivere questo libro è far udire una voce nuova nella discussione attorno al sanguinoso conflitto arabo-israeliano. Il suo intento è, a mio parere, mettere il dito su una piaga sanguinante, descrivere tutte le sfumature di una situazione esistente, infrangere facili stereotipi, accendere un segnale di allarme, mostrando quali potranno essere le conseguenze che da più anni sta “profetizzando”. Nel dicembre del 1987 è iniziata l'intifada palestinese.
Non è stata una mossa organizzata ma il frutto di un lungo stato di oppressione. Da molti anni Eraldo aveva preconizzato quello che oggi sta accadendo. Era stato laggiù. Ciò che aveva visto era spaventoso ma più spaventoso era ciò che non si diceva o che era solo accennato da un digrignare di denti o dallo sguardo impaurito dei bambini. Egli aveva implorato che solo una grande audacia e una ancora più grande ragionevolezza potevano impedire che germogliassero dei mostri dai semi dell'odio che erano stati gettati. Da anni Eraldo lo aveva previsto e denunciato apertamente.
Oggi si sta realizzando quanto da lui paventato. Ambedue le parti sono prese in un groviglio di odio e di timore reciproci. Israele applica nei territori una politica di violenza nel tentativo di ripristinare l'ordine preesistente, e nonostante le sue ripetute dichiarazioni di volere la pace, non è pronta ad accettare una soluzione che includa la creazione di uno Stato Palestinese.
Anche i palestinesi aumentano sempre più le loro pretese e invece di sfruttare i propri successi per ottenere un assestamento razionale e accettabile dalle due parti, si illudono di poter conquistare tutto lo Stato d'Israele e cacciare gli ebrei.
Può darsi che anche questa volta gli uomini politici palestinesi perdano l'occasione di ottenere almeno una certa logica soddisfazione alle loro richieste. Per porre fine alla dominazione israeliana sui territori e raggiungere quella che a Eraldo pare l'unica soluzione possibile, è la creazione di uno Stato Palestinese a lato dello Stato di Israele, in condizioni di pace e sicurezza reciproche.
Israele deve fare appello a tutta la sua forza d'animo. Deve superare timori molto fondati e derivati dalla sua tragica esperienza storica e rinunciare ai territori. Non si corregge un torto con un altro torto. Solo la comprensione seria e priva di illusioni della complessità della situazione e dei fattori psicologici e storici che motivano le due parti in conflitto, potrà aiutare a trovare una via d'uscita dalla morsa massacrante e tragica in cui sono presi insieme i palestinesi e gli israeliani.
Eraldo, che ha vissuto sulla sua pelle questa situazione e da anni la sta esaminando con equilibrio e comprensione, con questo suo libro ha un solo intento: quello di cooperare validamente al raggiungimento di una pace stabile e giusta in questa tormentata terra mediterranea, per noi cristiani preziosa in modo particolare, perché è la terra dove Lui, Gesù, è passato”.