

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata al direttore generale della Asl Adolfo Pipino e al direttore dell’Uoc di psicologia e al comitato di rappresentanza dei sindaci della Provincia di Viterbo:
Alla fine di dicembre 2010 noi del “Comitato per la tutela della Salute - articolo 32” ci siamo rivolti per la seconda volta a Lei ripetendo la richiesta di mantenere l’UOC di Psicologia nella sua attuale strutturazione organizzativa e le abbiamo richiesto alcuni chiarimenti soprattutto in merito alla assegnazione degli psicologi.
In questo periodo, se da un lato, attraverso gli organi di stampa, ci è sembrato di vedere una sua disponibilità al confronto, dall’altro per quanto ci riguarda non abbiamo ottenuto alcun chiarimento. Nella attesa di un suo segnale abbiamo cercato di avere un parere ed un consenso più diretto dei Sindaci della Provincia di Viterbo facendoci promotori di un documento, che si allega alla presente, sottoscritto da 34 Sindaci (e cioè tutti quelli che siamo riusciti a contattare) non avendo avuto la possibilità ed il tempo di parlare con gli altri 26 Sindaci rimanenti.
Nella prima lettera inviataLe ad ottobre 2010 abbiamo detto che il Comitato nasceva dall’esigenza di pazienti e di cittadini per contribuire, in questo momento difficile, a mantenere e migliorare le possibilità di cura ed assistenza per tutte le situazioni di fragilità, con particolare attenzione all’equità nell’assistenza ai vari tipi di patologie. Avremmo potuto affrontare tanti argomenti, come faremo successivamente, ma abbiamo scelto in questo momento di focalizzare l’attenzione solo sul Servizio di Psicologia proprio perché caratterizzato da una grande tendenza alla equità, in quanto da esso nessuna forma di fragilità o disagio o malattia è considerata di più o di meno di altre.
A questo punto, considerato che l’organizzazione di questo Servizio non è implicata a nessun titolo nelle indicazioni della Regione, considerato il consenso degli utenti e dei cittadini (1190 firme già a lei inviate), considerato che tale consenso si interfaccia naturalmente con l’adesione dei Sindaci al nostro appello, adesione che testimonia la sensibilità degli Amministratori per le esigenze dei propri cittadini, tenendo conto che a quanto ci risulta anche tutti i sindacati si sono espressi per le loro competenze comunque in favore delle nostre richieste, ci risulterebbe sinceramente difficile capire ed accettare scelte diverse.
A questo proposito riteniamo di sottolineare che tra noi ci sono persone che sono o sono state portatori di grandi fragilità, un tempo inascoltate, e che hanno invece trovato accoglienza e risposte specifiche ed adeguate nell’UOC di Psicologia la cui conduzione unitaria, pur difficoltosa, negli anni è sempre stata caratterizzata da attenzione a tutte le forme di disagio; ribadiamo pertanto che sarà difficile accettare passivamente l’idea che la scelta, senza motivi più che validi, di una organizzazione o una strutturazione diversa dell’UOC di Psicologia possano compromettere ciò che per noi è risultato valido e prezioso e che sappiamo esserlo anche per altri.
Rinnoviamo pertanto la richiesta sia di mantenere esattamente l’attuale organizzazione dell’UOC di Psicologia sia di sostenerla, nei limiti della attuale situazione economica, anche rispetto alla dotazione organica che ci risulta verrà stilata contestualmente all’atto aziendale, volendo confidare nella sensibilità Sua e dei Suoi più stretti collaboratori a cercare di comprendere le origini dolorose delle motivazioni che ci sostengono e ci sosterranno nella sua tutela.
Il presidente
Di seguito la lettera inviata dai 34 sindaci:
In qualità di sindaci della provincia di Viterbo abbiamo preso visione della documentazione relativa alla all’UOC di Psicologia che ci è pervenuta dal Comitato per la tutela della salute recentemente costituitosi a Viterbo.
La richiesta formulata dal Comitato e, ci risulta, supportata da un ampio consenso di cittadini ed Associazioni, ci sembra fondata in quanto, a fronte di una incidenza finanziaria irrilevante, propone una modalità organizzativa nuova accreditata a livello nazionale e che evidentemente in questi anni è risultata funzionale in considerazione proprio della stima manifestata dagli utenti e dalla popolazione.
Conseguentemente, consapevoli delle difficoltà che caratterizzano questo momento, chiediamo alla S. V. di garantire l’attuale assetto della UOC di Psicologia per mantenere all’utenza un servizio di pregio ma anche per non generare nella cittadinanza ulteriori malumori che andrebbero ad incrementare il disagio già esistente.