ANNO 27 n° 278
"Grazie Giandomenico, ti affidiamo alle braccia del Signore"

E' stata trasportata a spalla su un percorso di 2,5 km, dalla casa dei genitori alla chiesa parrocchiale di Lubriano la bara di Giandomenico Pistonami, il parà della Folgore ucciso a Kabul. Lo hanno deciso gli amici e i commilitoni che intendono così rendergli l’ultimo omaggio.

Il corteo funebre che è partito questa mattina alle 8.30 dalla villetta dei Pistonami, dove è stata allestita la camera ardente, per raggiungere la parrocchia di San Giovanni Battista, accompagnato dalla confraternita della Madonna Del Poggio, da molti sacerdoti e dalla popolazione, ha fatto sosta di fronte al monumento dei caduti. All'arrivo nella chiesa la bara è stata accolta da due lunghissimi applausi e dai militari dei parà al grido "Folgore".

Lungo il corso del paese foto di Pistonami appese in alto, sui cavi del telefono, oltre a due foto grandi sulla facciata esterna della chiesa. Un dolore composto anche per la folla imponente che ha occupato il sagrato, dove sono stati allestiti dei maxi-schermi. Talmente imponente l'affluenza di gente che le persone hanno iniziato a parcheggiare circa un chilometro prima dell'ingresso di Lubriano: molti sono giunti fin qui da lontano con i pullman, per rendere omaggio al militare, tra cui anche alcune scuole.

Gli amici di Giandomenico hanno indossato una maglia bianca con scritto "Ciao Giando" e la fascia nera, simbolo di lutto, al braccio destro. I funerali sono celebrati dal vescovo di Viterbo Lorenzo Chiarinelli, che durante l'omelia ha ringraziato Giandomenico e lo ha affidato alle braccia del Signore, chiedendo ai genitori di non piangere.

Durante le celebrazioni, dove erano presenti molte autorità tra cui i sindaci dei paesi vicini, il sindaco di Viterbo Marini, la senatrice Allegrini, il presidente della Regione Marrazzo, della Provincia Mazzoli e il prefetto Giacchetti, è stata letta la preghiera della Folgore e suonata la marcia del Silenzio. Appoggiati sulla bara la sua giacca da militare e alcune foto.

Durante la Messa una delle amiche di Giandomenico, Eleonora Lepri, ha letto una toccante lettera in rappresentanza di tutti gli amici che contavano i giorni per il ritorno del militare, ma che mai si sarebbero aspettati avvenisse in questo modo. Dei momenti dunque di profonda commozione nella Chiesa dove Giandomenico è cresciuto, tanto che un signore anziano ha avuto un malore e è stato trasportato fuori dalla croce rossa.

All'uscita il feretro avvolto dal tricolore ha attraversato il picchetto d'onore tra il dolore, le lacrime e gli applausi delle centinaia di persone presenti. Un silenzio compostissimo, quasi surreale, ha accompagnato la bara fino al cimitero dove la popolazione di Lubriano si è stretta intorno al dolore della famiglia e ha salutato per l'ultima volta l'eroe cittadino.

Pistonami sarà tumulato in una tomba messa a disposizione dal Comune finchè non sarà pronta la cappella che i genitori hanno deciso di far costruire. Da lunedì sera, centinaia di persone hanno reso omaggio nella camera ardente al feretro di Pistonami. Durante la notte, amici e commilitoni, a turno, sono rimasti accanto alla bara, avvolta nel Tricolore. Oggi a Lubriano sarà osservata una giornata di lutto cittadino.




Facebook Twitter Rss