

VITERBO - “Questa mattina sono state diffuse alcune notizie riguardanti l’amministrazione provinciale che è riduttivo definire destituite di qualsiasi fondamento”. Il presidente della Provincia di Viterbo, Marcello Meroi, interviene sulla polemica giornalistica che chiama in causa il personale precario dell’ente.
“Per fare chiarezza e per spiegare quanto sia di cattivo gusto ciò che abbiamo letto questa mattina – afferma l’assessore alla Formazione professionale e al Lavoro Paolo Bianchini – intendo dare la versione corretta e non distorta della realtà. Il 26 novembre 2009, quando alla guida dell’amministrazione provinciale c’era la giunta Mazzoli, una determina dirigenziale avviò il progetto ‘Lavorare per crescere’, finanziato con risorse del Fondo sociale europeo. Questi finanziamenti, per legge, permettono di assumere personale interinale senza gravare sul bilancio della Provincia. ‘Lavorare per crescere’, dunque, era ed è un progetto che, realizzato dall’assessorato alla Formazione professionale in collaborazione con i Centri pilota per il collocamento mirato e con le aziende private, favorisce l’avvio di tirocini formativi finalizzati all’occupazione per 20 persone diversamente abili. E’ di questo che stiamo parlando, di disabili, ed è sulla pelle e sulle necessità di gente meno fortunata che qualcuno, in cattiva fede e male informato sui fatti, ha inteso denigrare l’attività della Provincia”.
“‘Lavorare per crescere’ serve unicamente a sviluppare percorsi d’integrazione e a migliorare l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati – continua Bianchini -, in modo da combattere ogni forma di discriminazione nel mondo del lavoro. Un tirocinio formativo che, ripeto, era stato sviluppato dalla Formazione professionale della Provincia sulla base delle esigenze suggerite dalle aziende che avevano aderito all’iniziativa: le 20 persone diversamente abili sono state quindi formate a seconda delle richieste delle società”.
Proprio il processo d’inserimento di tali tirocinanti nel mondo del lavoro, però, ha fatto emergere la necessità di affiancare loro figure tutoriali altamente qualificate. “Questo è un passaggio successivo alla formazione – riprende l’assessore -. Le aziende, infatti, non potevano occuparsi direttamente dell’inserimento dei tirocinanti. Da qui l’esigenza della Provincia, legittima, di ricercare specifiche figure di alta professionalità che si occupino di questo passaggio in supporto ai disabili. Figure che, lo chiarisco, non sono presenti tra il personale attualmente dipendente della Provincia”. “Con una determina dirigenziale – dichiara Bianchini -, è stato perciò varato un bando, rivolto alle agenzie interinali, per ricercare, con un contratto a termine dell’esclusiva durata di 10 mesi, tre tutor qualificati che possano occuparsi di 20 persone diversamente abili. Le figure professionali ricercate sono in possesso di un diploma di terapista occupazionale, o di una laurea in psicologia, o di una laurea in psicopedagogia o di un diploma di educatore professionale. Si tratta di un lavoro a tempo determinato, lo ripeto, dell’esclusiva durata di 10 mesi, finanziato anche questo con risorse del Fondo sociale europeo. Alla Provincia le tre professionalità non costano un solo euro: questa situazione non ha alcuna attinenza, al contrario di quanto qualcuno vuole fare strumentalmente credere, con la vicenda dei lavoratori precari dell’ente”.
“Questa mattina abbiamo incontrato i rappresentanti provinciali delle organizzazioni sindacali – aggiunge il presidente Meroi -. Una riunione positiva, che si è tenuta in un clima di grande collaborazione. Io e l’assessore Bianchini abbiamo spiegato le procedure e le motivazioni che hanno portato alla ricerca di queste tre figure professionali. Nella prossima riunione della delegazione trattante, che è già stata convocata, daremo maggiori chiarimenti su questa vicenda”.
“Voglio chiarire a tutti, se mai ce ne fosse bisogno, che non esiste alcun conflitto tra me e l’assessore Paolo Bianchini – conclude -. Non c’è altresì alcuna frizione tra lui e gli altri componenti della giunta, né tantomeno esistono incomprensioni o visioni discordanti con la dirigenza. Nessun imbarazzo, nessuna polemica: tutte queste indiscrezioni sono mero frutto della fantasia di qualcuno che pensa di usare i soliti metodi ben noti per delegittimare la struttura amministrativa o per mettere in difficoltà il lavoro della giunta. Sarebbe invece meglio impiegare il tempo per svolgere con professionalità il proprio lavoro”.