

INTITOLAZIONE DI UNA VIA O PIAZZA DELLA CITTA’ A: “GIUSEPPE ZUCCHI, IDEATORE, COSTRUTTORE E DIRETTORE DELLA MACCHINA DI SANTA ROSA VOLO D’ANGELI”
In occasione della inaugurazione della mostra storica della Mostra Storico Fotografica: “Volo D’angeli Macchina di Santa Rosa 1967-1978” è emersa con forza la opportunità di intestare una via o piazza di Viterbo a Giuseppe Zucchi, realizzatore dell’innovativa macchina di S. Rosa Volo D’Angeli.
Le motivazioni risultano ben evidenziate oltre che nella memoria storica dei cittadini viterbesi nel curriculum vitae:
Giuseppe Zucchi nasce a Viterbo il 08/09/1922 e muore a Viterbo il 14/04/2007.
Arruolato nella Marina Militare come palombaro viene impiegato in diverse operazioni di guerra durante la Seconda Guerra Mondiale.
Si arruola come Facchino di Santa Rosa nel 1946 sotto la guida di Virgilio Papini, porterà la
Macchina di Santa Rosa per molti anni a seguire come ciuffo numero 23.
Da semplice operaio del gas si dedica all'arte con tutto se stesso, si appassionò alla fusione del bronzo realizzando durante la sua carriera artistica opere di alta qualità.
Partecipa a diversi concorsi per la realizzazione della Macchina di Santa Rosa dal 1951 fino al 1990 vincendo quello dell'edizione del 1967 presentando un progetto rivoluzionario insieme al figlio Luigi suo unico consulente artistico.
Nel 1965 sempre insieme a suo figlio Luigi realizza il bozzetto in gesso da presentare al concorso per la nuova Macchina di Santa Rosa nel 1967. Così nasce “Volo D' Angeli” (prima Macchina della Storia ad avere un nome in onore dei paracadutisti caduti ad Al Alamain) un modello di Macchina di Santa Rosa che ha cambiato la Storia come inciso sulla Targa apposta in memoria del tragico fermo del 1967.
Fu la Macchina della svolta epocale della Storia della Macchina di Santa Rosa, in quanto da un punto di vista stilistico introduce la concezione di Macchina vista come statua a tutto tondo dedicata a Santa Rosa, lasciando alle spalle la tradizionale figura di baldacchino in stile Gotico. Fu la prima Macchina a raggiungere e superare l'altezza di 30 metri e proporre le caratteristiche strutturali innovative riprese fino ai giorni nostri.
Zucchi aveva la piena responsabilità della manifestazione, Giuseppe risultò per tutti e 12 gli anni dei trasporti Ideatore, Costruttore e Direttore del Volo D' Angeli.
Organizzava il Trasporto ed i Facchini (allora non esisteva il Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa), tutto l'arco dell'anno si occupava della manutenzione ed il restauro dei pezzi in cartapesta del Volo D' Angeli custoditi all'interno della ex Chiesa della Pace.
Giuseppe guidava la Macchina, introdusse i caratteristici comandi “Sotto col ciuffo e fermi!!”; “Sollevate e fermi!!” ; “Santa Rosa Avanti” ripresi e standardizzati dagli attuali conduttori della Macchina.
Dopo il tragico fermo del 1967 dovette superare mille difficoltà umane, economiche e giuridiche.
Nel 1967 cambiò la base della Macchina fino ad allora con 5 file di ciuffi portandoli a 7 file come è la attuale, nel 1968 introdusse le stanghette, le aggiuntive e le leve, insegnando ai Facchini come comportarsi a suoi comandi durante il Trasporto.
Nel 1968 introdusse per la prima volta la prova di portata per gli aspiranti Facchini con una cassetta di 150 Kg su di un percorso prestabilito, organizzò la formazione dei Facchini sotto la Macchina tenendo conto della curvatura a schiena d'asino delle strade Viterbesi, per la prima volta durante il giro delle sette chiese appose insieme ai Facchini una corona in memoria dei caduti in guerra, alcuni dei quali suoi amici, presso il Monumento ai Caduti a Piazza del Sacrario.
Ideò la caratteristica divisa del Capofacchino e delle Guide, aggiungendo alla divisa precedente la fascia trasversale di colore gialla e blu.
Nel 1973 dopo 6 anni di trasporti decide di modificare il Volo D' Angeli togliendo le vasche di
Fontana Grande e aggiungendo un giro nuovo di Angeli (realizzati dal figlio Luigi all'interno della ex Chiesa della Pace). A questo punto il Volo D' Angeli sarà composto dalla base precedente sovrastata solamente da cinque gruppi di Angeli, questo nuovo modello di Macchina sfilerà fino al 1978.
Nel 1975 dopo l' indicente mortale di un operaio mentre lavorava al capannone del Volo D' Angeli, dovette superare nuovamente altre difficoltà umane, economiche e giuridiche ma garantì il trasporto del 3 Settembre mantenendo intatta la Tradizione.
Fu costretto a montare la Macchina senza l'ausilio del capannone (messo sotto sequestro
giudiziario) per 4 anni, esponendo il Volo D' Angeli alle intemperie, specialmente la pioggia, la Macchina era di carta pesta materiale molto delicato.
Il figlio Luigi ideò una tecnica per mantenere intatta la Macchina anche sotto la pioggia, riuscendo nell'impresa di conservare la Macchina anche dopo queste avversità.
Negli ultimi trasporti dal 1976 al 1978 dopo tanti anni ormai era scaduto il bando per il Volo D' Angeli ma allo stesso tempo per il Comune di Viterbo in quel periodo storico fu impossibile crearne uno nuovo. A quel punto la Macchina di Santa Rosa non sarebbe sfilata per il tradizionale trasporto del 3 Settembre.
Giuseppe si impose nel voler garantire comunque il trasporto della Macchina di Santa Rosa e insieme al figlio Luigi si mise ogni anno in opera per costruire e dirigere il Volo D'Angeli fino al 1978 anno in cui fu creato alla fine del trasporto un nuovo bando.
In questo modo salvarono la tradizione secolare del Trasporto del 3 Settembre.
Ciò premesso chiedo di impegnare la Giunta Comunale tramite un apposito voto del Consiglio Comunale al fine di procedere in merito
Mario Quintarelli
Consigliere Comunale PD