

L’Italia,come tanti altri paesi dell’Europa,non sta attraversando un periodo esaltante e gli italiani sanno benissimo che ci vorra’ del tempo,e con grandi sacrifici,per superare l’infinita’ di problematiche che giornalmente devono essere affrontate: il debito pubblico che aumenta sempre piu’,l’economia e sviluppo stagnane ed in crisi,infrastrutture poco idonee o del tutto inesistenti, disoccupazione,ammortizzatori sociali, costo della vita che lievita, senza escludere i disastri idrogeologici e ambientali ecc. ecc.. Ci dicono da piu’parti,Presidenza della Repubblica–Governo– Confindustria–Governatore della Banca d’Italia–economisti– politici di ogni fazione e chi piu’ ne ha ne metta,che ci vogliono necessariamente le giuste riforme e bisogna anche sbrigarsi;nonostante cio’ maggioranza e opposizione non fanno passare un istante senza attaccarsi,accusarsi a vicenda,denigrarsi, delegittimarsi,disinteressandosi di quello che serve a risollevare il Paese e avviare la agognata stagione delle riforme necessarie.Pero’,tra un litigio e un altro,qualche intesa tra il centro e la sinistra riescono anche ha trovarla;non ha niente a che fare con le difficolta’ delle tante famiglie per arrivare alla fine del mese,ma fa cronaca,crea opinione e audience.
Una parte autorevole del PDL,che fa capo a Fini,tramite il vice-ministro Urso ha lanciato la proposta dell’insegnamento dell’Islam a scuola;va bene,sono d’accordo,e’ stata la risposta dell’importante dirigente del PD on.le D’Alema.Si puo’ fare ed e’ giusto!Il sogno di entrambi,l’attuale Presidente della Camera e l’ex Presidente de Consiglio,di una societa’ multiculturale si puo’ realizzare,con il benservito alla nostra tradizione-cultura– appartenenza;d’altra parte se le radici cristiano/giudaiche non sono state inserite nel trattato dell’Unione Europea,perche’ mai in Italia il cattolicesimo deve essere considerato parte integrante della nostra cultura e societa’?Se il tricolore e patriottismo hanno perso il giusto valore,se l’inno nazionale viene adoperato anche per squallidi spot pubblicitari,chi se ne frega se svanisce anche quest’altro sentimento nazionale? Islam a scuola? No grazie! Sarebbe stato forse meglio se avessero proposto,come anche altri comuni cittadini sembra abbiano suggerito,di inserire all’interno della materia scolastica,”Storia”,la storia di tutte le religioni, d’altronde tante guerre e conflitti ad esse si riferiscono. Islam a scuola? No grazie!
La conoscenza del cristianesimo e della religione cattolica e’ indispensabile,non solo ai ragazzi italiani ma soprattutto agli studenti extra-comunitari che vogliono inserirsi e restare nel nostro Paese,per meglio comprendere le nostre usanze,usi,costumi, la nostra cultura. Indignati nei confronti di chi continua a mettere in discussione il Crocifisso a scuola, negli ospedali e negli uffici pubblici, una legge ci sentiamo di proporre: che ogni rito religioso nelle moschee e luoghi di culto islamici esistenti sul territorio nazionale debba essere obbligatoriamente celebrato in italiano.