

Riceviamo e pubblichiamo:
In data 29/06/2010 abbiamo trasmesso alle competenti autorità politiche ed amministrative del Comune di Tarquinia una nostra richiesta di chiarimenti in merito alla manifestazione fieristica “Fiera d’Estate 2010” già tenutasi nella seconda metà di luglio del 2009 e probabilmente in programma anche per i prossimi giorni di questo luglio 2010.
L’organizzazione e la gestione dell’evento è affidata all’Associazione Pro Tarquinia, che con l’intento di promuovere le attività economiche del territorio, valorizzandone la tipicità, organizza un mercato ambulante della durata di alcuni giorni sulle strade del litorale dove di artigianale, di artistico e di tipico evidentemente non c’è nulla.
Ci sentiamo di affermare ciò sulla scorta della documentazione fotografica visionata e relativa alla passata edizione ed anche in considerazione del muto silenzio attuato dall’amministrazione comunale che avrebbe dovuto vigilare sui contenuti della manifestazione e, per spirito di trasparenza e collaborazione, avrebbe dovuto fornire adeguate risposte alle nostre garbate richieste.
Ricordiamo come la manifestazione in questione, autorizzata dalla Regione Lazio, trova giustificazione sulla carta perché espressamente finalizzata al ripristino, conservazione, tutela e sviluppo delle categorie merceologiche, culturali, tecnologiche ed organizzative delle lavorazioni artigiane, con particolare attenzione alla produzione tipica locale. Con propria delibera del 21 luglio 2009 il Comune di Tarquinia si era impegnato alla vigilanza ed al controllo sull’attuazione delle suddette iniziative all’interno della manifestazione. Tutto ciò è rimasto lettera morta ed ora, in violazione delle norme che regolamentano lo svolgimento di mercati quale è quello in questione, il Lido di Tarquinia si appresta ad essere nuovamente invaso da bancarelle di operatori senza nessuna graduatoria, commercianti ambulanti sconosciuti al Comune, senza alcuna selezione né preventiva suddivisione per settori merceologici.
Il rimpallo di competenza tra Comune e Regione non può costituire il facile strumento di elusione delle leggi vigenti e se reiterata la manifestazione obligherà ineluttabilmente gli operatori economici del Lido ad una contestazione a tutela, non solo dei loro legittimi interessi, ma della loro stessa sopravvivenza economica. Preannunciamo la nostra adesione alle rivendicazioni delle imprese commerciali che vivono sul territorio e per chiarire le responsabilità e le competenze di ognuno non mancheremo di adoperarci anche presso la Regione Lazio.
Confcommercio