ANNO 27 n° 271
"La Repubblica, le donne, i giovani"
VITERBO - L’Archivio di Stato di Viterbo, il centro studi per la storia dell’Europa mediterranea, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Viterbo, organizza un ciclo di incontri sulla storia dell’Italia democratica intitolato “La Repubblica, le donne, i giovani”.

A partire dalla partecipazione delle donne al referendum istituzionale del 2 giugno 1946, il ciclo di incontri “La Repubblica, le donne, i giovani” si propone di offrire alcuni spunti di discussione sull’evoluzione politica e culturale della società italiana fino al vivo del processo di integrazione europea.
I seminari analizzeranno la storia dell’Italia repubblicana, che può essere letta ponendo in primo piano il rapporto tra partiti e movimenti. L’attenzione sarà focalizzata sul ruolo delle donne e dei giovani, dall’esplosione del mondo giovanile negli anni del miracolo economico all’erompere del movimento studentesco del 1968, dall’emergere dei movimenti femministi al riflusso degli anni ottanta.
I rapporti tra i generi e le generazioni saranno indagati anche attraverso la lente di giornalismo e cinema, musica e televisione.
Gli incontri saranno accompagnati da una rassegna di documenti e fonti esemplari a cura dell’Archivio di Stato.

Il primo appuntamento dal titolo “L’Italia repubblicana: storie generazionali e di genere” è previsto per domani pomeriggio (martedì 10 febbraio) alle ore 17,00 presso l’Archivio di Stato di Viterbo, in via Cardarelli. Ad illustrare l’argomento sarà il professor Maurizio Ridolfi, preside della facoltà di scienze politiche di Viterbo. Martedì 17 febbraio alle ore 17,00 sarà discussa “Identità e movimenti giovanili dalla ricostruzione agli anni ‘70” grazie all’apporto del professor Sante Cruciani, mentre giovedì 26 febbraio il professor Massimo Piermattei analizzerà i movimenti sociali e politici nella crisi della Repubblica e nel processo di integrazione europea.
L’intero ciclo di seminari sarà coordinato dal direttore dell’Archivio di stato di Viterbo Augusto Goletti.

Elisa Anitori



Facebook Twitter Rss