ANNO 27 n° 263
"La sanità nel viterbese è morta"

Riceviamo e pubblichiamo

Montefiascone e Ronciglione, già reparti di Belcolle destinati a chiudere nel breve termine, l’ospedale di Acquapendente che viene silenziosamente svuotato di tutto, ora tocca All’ospedale di Tarquinia e Civita Castellana, la sanità nel viterbese non è più agonizzante, è morta, dichiara Lino ROCCHI della Federazione provinciale USB, a Montefiascone dal 1° luglio manca l’anestesista al primo soccorso e l’utilizzo part-time della struttura ha provocato liste d’attesa che arrivano al 2011, (ostetrico ginecologico fino a gennaio, endoscopia fino a fine anno), la dialisi sospesa fino a data da destinarsi, le sale operatorie utilizzate solo 1 giorno a settimana, ed ora la ferale notizia che si chiudono anche i reparti di ostetricia e neonatologia di Tarquinia e Civita, (36 posti letto in meno), con la chicca per Civita di vedersi scippare anche il reparto di oncologia.

 

Come sarà salvaguardato il diritto alla salute dei cittadini della provincia di Viterbo? Prosegue Rocchi, solamente con Belcolle? I nostri Amministratori hanno deciso di mettere la vita dei cittadini soltanto nelle mani di qualche struttura privata? E se si, dove sono queste opere faraoniche in grado di reggere i bisogni della popolazione locale?

 

Sono stati spesi fior di milioni di Euro per i restauri di molte strutture Sanitarie Pubbliche nella nostra provincia, (molti ancora in corso), ed ora quegli stessi restauri vengono usati come  “grimaldello” per chiudere le strutture che hanno pochi accessi; è chiaro a tutti che, mentre in “casa” ci sono muratori, elettricisti, idraulici, ecc. non si possono svolgere a pieno regime interventi quali che siano.

 

Abbiamo ormai detto e ridetto che la provincia di Viterbo è considerata al pari di un paese del terzo mondo: i posti letto per acuti sono circa di 1,6 ogni mille abitanti contro una media nazionale di 3,3, le nostre strade ed infrastrutture non consentono spostamenti veloci e, nonostante gli sforzi del 118, sfido chiunque a dimostrarmi che è possibile intervenire in ogni punto della provincia in 20 minuti, (partono dalla chiamata e si fermano al momento delle cure nella struttura di arrivo), così come previsto dai protocolli regionali, (tra l’altro vorrei capire perché un cittadino di Roma ha diritto ad un intervento entro 8 minuti ed un cittadino di viterbo entro 20, siamo più resistenti di un abitante di città?), l’utilizzo degli elicotteri poi è relegato alle sole ore diurne, contrariamente ad altre regioni che hanno la possibilità di utilizzo H24.

 

Non parliamo poi della grande idea delle macroaree, conclude Rocchi, creata solo, a parer mio, per impedire di mettere mano alla sanità di Roma Nord, (media posti letto circa 5,8 ogni mille abitanti), certo, lì ci sono circa 1 milione di possibili voti contro i 200.000 di questa provincia, ma se questa giustificazione può valere per i politici, non può essere valida per i cittadini.

 

Come USB/RdB, riteniamo che sia finito il tempo delle mediazioni e delle contrattazioni, i Lavoratori, gli Amministratori locali tutti ed i Cittadini devono scendere in piazza e rivendicare quel diritto alla salute che è sancito dalla costituzione ed è uno dei diritti fondamentali dell’uomo, andiamo a portare la nostra protesta nei centri di potere, restituiamo le tessere elettorali, lottiamo uniti contro questo ennesimo sopruso e schiaffo in faccia al nostro territorio, difendiamo i nostri diritti, impediamo il sacco del territorio di Viterbo.

 

Noi faremo la nostra parte, gli altri?

 

 

Viterbo 29 luglio 2010                                                                   Federazione USB/RdB Viterbo

                                                                                                        (Lino ROCCHI)




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