"La situazione della sanità penitenziaria è stata gestita con superficialità"
Riceviamo e pubblichiamo
Improvvisazione e superficialità. Con queste caratteristiche è stata gestita
dal governo di centrosinistra della Regione Lazio la riforma della sanità
penitenziaria: ciò ha comportato i risultati che oggi, in piazza, finalmente
sono sotto gli occhi di tutti.
A Mammagialla ci sono 700 detenuti, di cui il 33% extracomunitari, il 30%
tossicodipendenti, HIV positivi, malati psichiatrici, soggetti ad alta
pericolosità sociale affetti dalle più svariate patologie. E la Asl di Viterbo
che cosa può fare, senza direttive regionali certe? L´azienda sanitaria locale
fa quello che può con le risicate risorse che le vengono assegnate da questa
Regione governata dal centrosinistra. Intanto però la presenza del medico in
carcere è stata ridotta al minimo, ovvero a un solo medico nelle 24 ore
giornaliere per garantire le urgenze, e a un solo altro medico la mattina per
effettuare nelle anche 60 visite nelle 6 ore di turno (10 ogni ora!).
Il personale infermieristico è poi affaticato da turni sempre più serrati; branche specialistiche fondamentali vengono annullate per mancanza di fondi, una per
tutte quella infettivologica, con il conseguente turismo sanitario a Belcolle
con uno spostamento della spesa sulle spalle del ministero della giustizia che
deve garantire trasferimenti sicuri e sorveglianza continua nei vari ambulatori
del presidio. Il risultato è un´impennata paurosa delle spese per effettuare
una sola visita. Pensiamo che prima fare una visita infettivologica in carcere
costava il tempo pagato all'infettivologo; oggi invece costa la scorta al
detenuto di almeno quattro uomini della polizia penitenziaria, l'utilizzo del
mezzo blindato e tanto rischio per tutti!
Sono convinto che questa non sia una politica sanitaria corretta, non sia il
modo giusto di gestire e programmare, ma soltanto un'altra palese dimostrazione
d'incapacità delle giunta Marrazzo che ha governato il Lazio fino ad oggi,
producendo meno servizio sanitario dentro il carcere e una maggiore esigenza di
trasferire i detenuti fuori.
Il risultato è un impegno di spesa incrementato in modo esponenziale, con sovraccarico di lavoro imponente per la polizia penitenziaria, già ridotta ai minimi termini, e un aumento pure enorme dei disagi per i pazienti non detenuti di Belcolle che si vedono sfilare davanti detenuti, agenti in armi e quant'altro necessario a garantire la sicurezza del territorio. Ma, mi chiedo poi, per il detenuto malato non sarebbe stato più
semplice, più rapido e più discreto essere curato in carcere, senza dover
sfilare per forza davanti agli altri malati magari in manette? Basta con gli
sprechi della giunta Marrazzo in tema di sanità, di cui questo è un ulteriore
lampante esempio. E´ necessario ricostruire la sanità penitenziaria mettendo
per prima cosa ai posti di comando quei medici che in carcere hanno sempre
lavorato e che conoscono bene l'ambiente e non i politicanti del
centrosinistra, i quali si improvvisano tecnici non avendone alcun requisito.
Francesco Battistoni
Candidato del Pdl al consiglio regionale del Lazio