

VITERBO - Dopo il trofeo ''Caronte'' di Legambiente assegnato alla FR3 Viterbo-Roma, che si è distinta ''per le peggiori performance di viaggio'', le telecamere di ''Sevizio pubblico'', la trasmissione di Michele Santoro, sono arrivate nella Città dei Papi per constatare il degrado e i disagi con cui i pendolari sono costretti a convivere ogni giorno.
Grazie al servizio di Giulia Bosetti, lo stato di abbandono in cui versano i treni della tratta che unisce Viterbo alla capitale è arrivato alla ''ribalta nazionale'': scritte sui vagoni, sporcizia, porte inutilizzabili, bagni guasti e sovraffollamento sono all'ordine del giorno.
''Noi che ci spostiamo da fuori Roma siamo completamente abbandonati - ha detto uno dei pendolari intervistati -, ogni volta che saliamo sul vagone dobbiamo farci il segno della croce''. ''Prendevo questo treno nel 1960, una locomotiva a vapore, e tanto funzionava meglio'' è stato il commento di un altro viaggiatore.
''Sembra di essere trasportati ad Auschwitz - afferma un altro pendolare -, se il treno avesse un incidente noi qui rischieremmo la vita, perché non c'è la possibilità di muoversi'', mentre una signora inglese dichiara di vergognarsi per l'Italia quando fa viaggiare i suoi conoscenti su questa tratta.
La rabbia dei pendolari è tanta, e giustificata, e si moltiplicano gli appelli sia alle Ferrovie dello Stato che a politici e ministri affinché intervengano: ''Dovrebbero fare un viaggio sui mezzi pubblici italiani - ha commentato un altro signore - ma non solamente sui vari Freccia Rossa, vengano a vedere com'è la vita di un pendolare e poi forse capirebbero''.