

Riceviamo e pubblichiamo:
Con lo spirito dì portare un contributo di chiarezza nel “confuso” dibattito che in questi giorni si sta svolgendo sul futuro del gazometro, che noi progettisti del “Piano Particolareggiato di Attuazione per il recupero del gazometro sito nella Valle di Faul”, vogliamo esternare alcune considerazioni. Nella speranza che la discussione in corso si trasformi in un vero dibattito culturale, con dati reali, con capacità di critica e di sintesi sull’effettiva destinazione urbanistica dell’intero centro storico di Viterbo .
Qualche dato: il Piano presentato nel marzo del 2006 all'Amministrazione Comunale di Viterbo, dai privati possessori del bene, legalmente acquisito l’anno precedente dalla Camuzzi Immobiliare di Milano, si estende su un area di mq 4.755, di cui quella coperta da edifici è pari a mq 1.368. L’intervento prevede un nuovo spazio urbano caratterizzato da una piazza, due volumi a forma cilindrica ed una palazzina. Poi verde e parcheggi. La volumetria fiori terra è esattamente identica alla cubatura catastalmente esistente, pari a mc 9.507,20. E’ previsto un ulteriore volume completamente interrato (per cui non calcolabile urbanisticamente) pari a mc 9.727,54, destinato a parcheggi, magazzini, spazi complementari alle attività soprastanti.
Questa variazione che origina il ricorso al Piano in variante al PRG, obbliga i privati a realizzare opere pubbliche nella Valle di Faul, da cedere all’Amministratore. Da un punto di vista urbanistico si tratta di un intervento, nelle forme e nei materiali, di recupero di quella architettura civile (ed industriale) dell’Ottocento, che riporta alla luce lo skyline del paesaggio della valle. E’ la progettazione di un tessuto urbano di uso pubblico, a completamento della Valle di Faul. Il complesso mura-gazometro ritroverebbe il suo rapporto omogeneo e dialettico, permettendone una fruizione ora compromessa e negata.
Ultimo pensiero: le città vanno conservate nei volumi, ma spesso debbono essere ripensate nelle funzioni, che debbono soddisfare le nuove esigenze legate al passare del tempo.
Claudio Ciucciarelli
Marco Andreoli
Giovanni Cesarini