

Un box bianco
Delle figure…
Un obiettivo fotografico…
L’occhio di un artista…
L’immagine fissata!
Sono più di 150 i ritratti che il fotografo Daniele Vita ha scattato durante la performance dello scorso 15 ottobre che presenterà durante l’inaugurazione dell’esposizione “Mettiamoci in mostra”. Curata dal Francesco Cerra, la mostra si terrà il 29 ottobre, alle 19, al Blitz Caffè, il locale al numero 1 di via della Sapienza, che per tutto l’anno e il 2011 continuerà a proporsi come punto di aggregazione culturale e della movida della città dei Papi. Il proprietario Maurizio Ferri è riuscito ad amalgamare cultura e divertimento in maniera ottimale, tra quadri, mostre fotografiche e performance artistiche, con un cocktail in mano e la compagnia degli amici è possibile dare uno sguardo all’arte e passare una serata all’insegna della musica e dell’intrattenimento grazie anche alla partecipazione dj e gruppi musicali.
“Mettiamoci in mostra”, la particolare esposizione che ha come protagonisti i clienti del Blitz e tutti coloro che si sono fatti fotografare all’interno del “box” bianco posto all’interno del locale, si concluderà il 26 novembre. Orari: dalle 8 alle 3 (giorno di chiusura domenica)
Daniele Vita nasce a Viterbo nel 1975
Alla formazione umanistica affianca lo studio della fotografia, i temi di interesse sono principalmente sociali ed etnografici.
Dal 2005 diviene fotografo realizzando reportage di teatro sociale nell´ambito della detenzione e delle diverse abilità interessandosi tra l’altro al fenomeno dell´immigrazione in Italia.
Ha collaborato con Anci per la realizzazione della campagna sociale sui richiedenti asilo e i rifugiati.
Tra le mostre più importanti, sono da segnalare l’esposizione presso la Sala Santa Rita a Roma, alla Galleria degli Uffizi a Firenze per i Fratelli Alinari e a Fotografia festival internazionale di Roma.
Ha pubblicato i volumi "che qualcuno ascolti che qualcuno sia" ed. Editoria e Spettacolo (2009) , "Morale della Favola" ed. Purple Presse (2008).
Nel 2008 vince il Toscana Foto Festival e per due anni è finalista al premio Occhi di scena.