"Natale, il mistero dell'incarnazione"
Un Natale improntato sulla frase "Si è fatto uomo". E' il messaggio augurale del Vescovo di Viterbo, monsignor Lorenzo Chiarinelli. Questo il testo:"La formula di fede che sintetizza il grande evento del Natale afferma: “Si è fatto uomo”. Scrive l’evangelista Giovanni: “Il Verbo si è fatto carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1, 14).Racconta S. Luca: “E trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia” (Lc 2, 16). A Natale è questo il mistero che si celebra: Dio diventa uomo. E noi ne vediamo l’itinerario: dalla sua “forma” divina (l’essere infinito, assoluto, eterno …) alla “forma” umana (finitezza, fragilità, provvisorietà …). E ci sorprende la logica di questo cammino: divenire come noi, farsi nostro fratello, venire a condividere la condizione del nascere, crescere, agire, gioire, soffrire, morire … Dimentica il “sé” per stare “con noi”! La logica della condivisione.
Ecco, allora, una domanda e una constatazione che diventa sconcerto e dramma: farsi uomo non è il compito, lo sforzo, il desiderio di ogni persona? E quale è oggi la strada che si percorre per raggiungere la meta? Guardiamoci dentro all’anima, osserviamo gli scenari della convivenza sociale, economica, culturale, politica. Senza addentrarsi in analisi puntuale e ricerche sociologiche basti un “florilegio” di comportamenti ordinari e non poco diffusi, che, però, sono guidati tutti da una logica singolare: la logica della separazione. Diventare uomo, nel senso forte, significa comunemente essere diversi, superiori, distanti dagli altri. “Non sono come gli altri uomini”, afferma il fariseo della parabola (Lc 18, 11). “Io ho quel che tu non hai. Io posso quello che tu non puoi. Io ho preso quello che tu non sei riuscito ad avere, ho afferrato ciò che tu non potrai afferrare. Io sono felice, tu soffri. Io sono lodato, tu ignorato e disprezzato. Io sono qualcuno, tu sei nulla”.
Per queste persone il processo di umanizzazione, di autenticità, di verità consiste nello staccarsi dagli altri, innalzare una barriera di separazione, di contrasto fra se stessi e gli altri. E così si vive ammirando la distanza tra sé e gli altri! La logica della separazione è il contrario della logica della condivisione.Dio ha scelto la seconda. E si è fatto uomo, divenendo “Dio con noi”: Emmanu-El. Questo è il Natale di Betlem: quella “mangiatoia” diventa un segno (Lc 2, 12): essa ha la funzione di convincerci dello sconcertante cammino che Dio ha percorso per essere come noi. Gli angeli annunciano la grande gioia che è nato “Il Cristo Signore”; i pastori, invece, con stupore, trovano “il bambino adagiato nella mangiatoia”. A Natale, in quella mangiatoia, nasce l’uomo nuovo. È l’inizio di una nuova umanità, più prossima, più solidale, più fraterna, perché il Dio che si è fatto uomo risplende nel volto di ogni uomo che è diventato però figlio di Dio”. Le celebrazioni natalizie della Diocesi di Viterbo hanno in programma per oggi alle ore 18 il 3° incontro sul Vangelo di Luca dal titolo