"Non ci sono morti di serie A e di serie B"
Riceviamo e pubblichiamo
Ci piacerebbe vivere in un paese in cui in questi momenti ci si unisse nel dolore. Nel silenzio e nel dolore.
Abbiamo visto chi festeggiava per l'uccisione dei nostri militari, chi faceva sciacallaggio politico cavalcando l'onda del dolore e chiedendo il ritiro delle truppe, chi accusava una presunta diversità di trattamento tra i morti sul lavoro e i morti di guerra, chi politicizzava il rifiuto di concedere un minuto di silenzio o una bandiera a mezz'asta in segno di lutto. Polemiche fastidiose.
Non ci sono morti di serie A e di serie B, non importa se si tratta di militari, degli operai della Thyssen o delle vittime di Viareggio. Piangiamo la scomparsa di sei nostri connazionali, sei fratelli d'Italia. Mettiamo da parte il resto, le polemiche, la politica, e uniamoci nel dolore.
Giovane Italia Viterbo