ANNO 27 n° 270
"Non solo tagli ma una vera riorganizzazione della sanità"

Riceviamo e pubblichiamo:

 

Si è riunito il Coordinamento Sanità del Partito Socialista Italiano della Provincia di Viterbo che dopo un ampio dibattito ha sottoscritto il seguente documento da inviare al Capogruppo alla Regione Lazio del PSI per un interpellanza in Consiglio Regionale:

 

1) L’ attuazione del decreto regionale porterà alla distruzione totale della già precaria  sanità viterbese.

 

2) Venuti a conoscenza delle intenzioni non nascoste di affidare posti letto ai privati togliendoli al pubblico, si chiede che tali scellerate decisioni vengono riviste per dare al pubblico maggiore efficienza a servizio alla collettività.

 

3) Per salvaguardare le strutture sanitarie di confine si propone  un accordo interregionale con l’ Umbria e la Toscana per salvaguardare i servizi essenziali quali: il primo soccorso, i poliambulatori e l’ assistenza domiciliare.

 

4) Studiare una ripartizione equa delle risorse tra Roma e le province del Lazio per non avere una capitale pigliatutto penalizzando tutto il resto della Regione.

 

Nella sanità manca da molti anni una vera programmazione fatta da chi vive il settore (medici, paramedici) insieme ai sindacati ed associazioni di categoria e dei cittadini utenti-consumatori.

 

I politici dovrebbero legiferare solo dopo aver attentamente ascoltato le reali esigenze degli utenti e degli operatori della sanità e tramutare le proposte in realtà  per migliorare i servizi.

 

Potenziare i poliambulatori di zona, i primi soccorsi, l’assistenza domiciliare e programmare, anche investendo in nuove strutture, ospedali moderni ben attrezzati e con medici specialistici in ogni zona omogenea di almeno 50.000 abitanti, tenendo ben conto della viabilità e bacino di utenza.

 

Ridurre i tempi di attesa per una visita, un esame o un intervento con centri prenotazione veloci e strutture adeguate alla richiesta (dai 7 ai massimo 30 giorni).

 

Dare al personale sanitario e medico gli strumenti per innovarsi e specializzarsi con l’alta formazione continua dando uno stimolo professionale ed incentivi economici.

 

Creare una rete diretta dalla sanità pubblica con le strutture private per  le emergenze e per una riduzione dei costi.

 

Tagliare i rami secchi, ospedali fatiscenti e non attrezzati, isolati geograficamente con poco bacino di utenza nati e cresciuti solo per clientelismo.

 

Bisogna cominciare a programmare minimo a dieci e venti anni investendo nella salute e nella migliore qualità ed aspettativa di vita per ridurre i costi sociali, dei farmaci e delle degenze . Non si può solo tagliare senza un  piano programmatico sulla sanità concertato con le parti in causa e con i territori.

 

Pertanto i Socialisti viterbesi chiedono il ritiro del decreto sulla sanità e l’inizio di un nuovo percorso concertativo per definire tutti insieme un vero riassetto sanitario.

  Il Coordinamento Sanità del PSI provinciale




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