ANNO 27 n° 260
"Ogni misura sulla rete ospedaliera deve coinvolgere gli enti locali territoriali"

“Non si possono usare metodi ragionieristici, quando questi vanno ad incidere sulla qualità della vita delle persone, e sul diritto alla tutela della salute. Impostare un piano di riorganizzazione sanitaria, senza tenere conto del fatto che i numeri che questo contiene, e i conseguenti tagli, vanno ad intaccare la carne viva dei cittadini, è inaccettabile, e la forte reazione di dissenso che sta montando, un po’ ovunque, contro la bozza preparata dal sub commissario regionale alla Sanità Mario Morlacco, è la prova evidente dell’inadeguatezza del documento alle esigenze reali del territorio”.


E’ questa la presa di posizione del Presidente provinciale di Viterbo della Rosa per l’Italia, Angelo Corsetti, rispetto al piano di riorganizzazione sanitaria redatto dal sub commissario alla Sanità, che prevede per il Viterbese forti tagli.


“L’ipotesi che viene avanzata non tiene assolutamente conto della situazione esistente – prosegue la nota – pensare, ad esempio, al ridimensionamento dell’ospedale di Acquapendente, ovvero dell’unico presidio dell’alta Tuscia, o di quello di Tarquinia, in cui sono presenti eccellenze a livello regionale, o, di quelli di Montefiascone e Ronciglione, dove sono stati previsti costosi interventi di adeguamento strutturale, significa non solo impoverire l’offerta di servizi essenziali per la popolazione, già per altro provati dai precedenti interventi imposti dal Governo, ma vuol dire pure sperperare risorse già impegnate. A fronte di tutto ciò, riteniamo che qualsiasi misura sulla rete ospedaliera non possa prescindere dal coinvolgimento diretto degli enti locali territoriali, il cui organo di rappresentanza, la Conferenza dei sindaci, ha pieno titolo per offrire il proprio contributo. Consideriamo, dunque, oltre modo saggia la decisione del Presidente della Regione, Piero Marrazzo, di rinviare la firma del Piano, in attesa di un confronto con gli enti locali dal quale poter recepire suggerimenti e correttivi capaci di modificare il documento secondo i bisogni reali del territorio. Ci auguriamo che questa scelta sia condivisa a livello governativo, e che la linea della ragionevolezza prevalga su quella del rigore cieco, fine a se stesso” conclude la nota della Rosa per l’Italia.




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