

Riceviamo e pubblichiamo:
Ieri mattina ci è piovuto addosso l’autunno. Durante la notte e nelle prime ore del giorno, a Viterbo e provincia, si è abbattuta una ingente quantità di acqua con conseguenti frane, allagamenti, traffico interrotto, macchine in panne e la disperazione di quanti non riuscivano a districarsi per portare a scuola i propri figli o per recarsi al lavoro. Tra i più penalizzati, ancora una volta, gli operatori del Poggino.
Da oltre vent’anni, infatti, la zona produttiva per eccellenza - quella che, insieme con agricoltori e allevatori, produce l’intero reddito reale nel nostro territorio – è costretta a vivere in un lago di acqua e fango quando la stagione avversa si avvicina. Di fronte a tutto questo cosa fa il Palazzo? La solita cosa. I problemi da affrontare sono sempre gli stessi e il valzer delle poltrone domina ogni priorità. Dove sono le istituzioni, ovvero coloro i quali dovrebbero tutelare le esigenze delle attività produttive, che non sono costituite esclusivamente dai magnati del cemento, ma anche da altre realtà significative che animano con vivacità la nostra economia locale?
L’area industriale e artigianale che dovrebbe rappresentare la qualità e il vanto della nostra capacità d’impresa è da sempre marginalizzata e tenuta in scarsa considerazione dagli amministratori locali. Ricordo sempre con grande apprezzamento un incontro avuto con il sindaco di Città di Castello, nota per il suo comparto industriale grafico, il quale, reduce da un viaggio di lavoro in America Latina, si riteneva fiero di aver contribuito alla promozione del proprio patrimonio produttivo all’estero. Gli imprenditori del Poggino non si aspettano tale dinamismo e lungimiranza di vedute da chi li amministra, ma almeno vorrebbero aver garantiti i servizi primari.
Situazioni di completa paralisi come quella determinatasi ieri devono essere prevenute e definitivamente risolte con un forte impegno istituzionale teso a riqualificare l’intera area. Gli operatori di questa zona industriale, ormai all’esasperazione, chiedono fatti concreti e immediati. La politica degli indifferenti non può essere più tollerata.
Simonetta Badini