ANNO 27 n° 266
"Puntare sulla green economy: maggiore energia e più lavoro"

MONTALTO DI CASTRO - "Il Partito Democratico chiede coerenza alla Regione Lazio, dal momento che nello scorso novembre il Consiglio regionale ha approvato una mozione contro la realizzazione di centrali nucleari nella regione". È quanto ha affermato da Vannino Chiti, commissario del Pd Lazio e vice presidente del Senato, a Montalto di Castro nel corso dell'assemblea pubblica sul tema del nucleare, organizzato dal Partito Democratico del Lazio e da quello della Toscana.

"Il programma sul nucleare del governo Berlusconi - ha proseguito Chiti - è di un'approssimazione totale: si tratta di un piano che non si occupa di argomenti fondamentali come la dipendenza tecnologica, le condizioni di sicurezza, la gestione delle scorie del vecchio nucleare e non affronta in maniera adeguata il problema dei costi. Il nostro "No" non ha nulla di ideologico. Il Pd ribadisce l'impegno per una strategia di modernizzazione del sistema energetico italiano, che abbia come priorità l'efficienza e il risparmio energetico, lo sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili e l'uso delle migliori tecnologie nella produzione di energia da fonti tradizionali".

“Una centrale nucleare produrrebbe 1600 megawatt di energia, un piano serio sulle rinnovabili può arrivare a 2500 in 10 anni. Il nostro no è motivato - ha commentato il consigliere regionale Giuseppe Parroncini -. Nella precedente legislatura il centrosinistra ha lavorato su un piano energetico che prevedeva entro il 2020 il passaggio da 400 a 2500 megawatt di energie rinnovabili. La centrale nucleare che si vorrebbe costruire a Montalto di Castro arriverebbe solo a 1600. La nostra proposta non solo darebbe maggiori risultati, ma farebbe lavorare tantissime piccole e medie imprese. Con il nucleare di tecnologia francese avremmo invece solo bassa manovalanza e disoccupazione di ritorno, come già accaduto. Per le centrali, basterebbe efficientare quelle esistenti”.

L’ideale sarebbe abbinare le fonti alternative al risparmio energetico. “Le misure introdotte dal governo Prodi – ha concluso Parroncini – hanno prodotto un movimento di 600.000 domande e milioni e milioni di euro, a vantaggio del mondo del lavoro e dello crescita della green economy. Il tutto rientra in un quadro di sviluppo sostenibile che guarda alla sicurezza e al rilancio dell’occupazione. Anche al netto dei grandi e gravissimi problemi di sicurezza e dello smaltimento delle scorie, il nostro no al nucleare dunque non è affatto ideologico. Al contrario, è molto ben motivato”.

"Abbiamo largamente investito sulle rinnovabili: produciamo 60 mega ed entro l’anno arriveremo a 120 - ha incalzato il sindaco di Montalto, Salvatore Carai -. Il Lazio a livello energetico è autonomo e noi dal 2009 non consumiamo più un kW di energia proveniente da inquinanti, abbiamo 4 depuratori e abbiamo ottenuto 4 bandiere blu. Mi chiedo perché questa centrale è ferma? Dov’è il tetto fotovoltaico tanto sbandierato?”.

“Il Pd ha scelto il terreno delle energie rinnovabili - ha detto poi il segretario provinciale Andrea Egidi -. Non è un caso la presenza a questa iniziativa dei dirigenti toscani. La loro regione ha fatto scelte precise riguardo a queste tematiche. Vogliamo promuovere un’idea di sviluppo legata alla funzione storica e alla collocazione geografica della Tuscia: la nostra vicinanza con Roma e con la Toscana. La Polverini ha una visione distorta di questa terra basti pensare a come è stata gestita la vicenda della sanità e al balletto sui fondi per la trasversale Orte - Civitavecchia. La provincia non ha una visione lungimirante ma naviga a vista contro le iniziative positive della giunta precedente. Marini e Meroi non possono pensare che di fronte alla vicenda di Montalto e al rischio della riapertura di una centrale nucleare, se la possano cavare con qualche consiglio straordinario".

Dal canto suo il segretario del Pd Toscana Andrea Manciulli ha osservato che "l'idea del rientro nel nucleare da parte del governo di centrodestra è puramente demagogica: c'è una sentenza della Corte Costituzionale secondo cui è obbligatorio il parere delle Regioni per l'insediamento di un impianto nucleare e la posizione contraria dei governatori è già nota. Sull'energia, l'Italia, come tutti i paesi avanzati, deve guardare avanti, puntare sulla green economy. Per quanto riguarda Montalto di Castro, la centrale danneggerebbe anche il territorio della Toscana. In questa battaglia contro l'impianto, noi e il partito di Grosseto siamo al fianco del Lazio. Per questo motivo a questa iniziativa hanno voluto partecipare numerosi amministratori locali del territorio interessato".

 

 




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