ANNO 27 n° 272
"Quando fa politica dovrebbe distaccarsi dalla figura istituzionale"

Riceviamo e pubblichiamo:

“A seguito dell'interrogazione presentata in consiglio nella seduta dello scorso 6 ottobre da parte del capogruppo PDL della Provincia di Viterbo Gianluca Mantuano in merito all'operato della consigliera provinciale per le pari opportunità, e dopo i vari interventi che si stanno susseguendo in queste ore sull'argomento, tra cui quelle delle colleghe Ciambella e Natalini, vorrei fare alcune considerazioni sulla questione, dal momento che mi sento, seppur in modo indiretto, doppiamente coinvolta. Sia in veste di consigliera comunale delegata alle pari opportunità, sia in qualità di consigliera di parità supplente della Provincia di Viterbo.

Non è mia intenzione entrare nel merito delle censure mosse dalla consigliera provinciale Daniela Bizzarri sul piano di riassetto sanitario della Regione Lazio, ma ritengo di dover precisare, in questo caso come supplente provinciale, che le esternazioni diffuse a mezzo stampa e gli attacchi rivolti alla presidente Polverini non rientrano tra i compiti promozionali di controllo e di attuazione demandate all’ufficio della consigliera di parità. Si tratta semplicemente di critiche, o comunque di opinioni mosse da una libera cittadina. In merito alle competenze di tale figura, il nostro legislatore nel 2006 ha voluto rafforzare le funzioni e il ruolo della consigliera di parità proprio per incidere maggiormente laddove si presentino casi di discriminazione nel lavoro e al fine di garantire pari accesso, pari salario, pari formazione alle donne lavoratrici. Altra e diversa figura è invece rappresentata dall’organo politico, espressione del suffragio popolare con funzione di indirizzo e di controllo del territorio per lo sviluppo socio economico e culturale e il benessere di ogni individuo, nel rispetto del mandato che gli elettori assegnano agli eletti.

L'autonomia funzionale e gestionale della consigliera di parità, pubblico ufficiale, imporrebbe, e uso il condizionale, un appropriato utilizzo dei media per promuovere i fini istituzionali dell’Ufficio. La consigliera Bizzarri, ovvero la cittadina Daniela Bizzarri, è libera di esporre il proprio pensiero e la propria opinione attraverso la stampa e sotto qualsiasi forma. Se interviene in qualità di consigliera di parità dovrebbe però attenersi alle finalità del mandato, così come disciplinate dal decreto istitutivo dell’organismo.

Daniela Bizzarri fa sicuramente il proprio ”dovere”, ma dovrebbe fare un distinguo. Quando intende fare politica dovrebbe distaccarsi dalla figura istituzionale che ricopre e assumersi la paternità di quanto dichiarato a titolo personale e non istituzionale. Il tutto per non svilire l’alta finalità che sottende alla funzione di attuazione delle pari opportunità nel mondo del lavoro, a tutela di chi si vede costretto a subire discriminazioni e soprusi con la violazione dei diritti costituzionalmente garantiti.

Maria Antonietta Russo

Consigliera delegata alle Pari Opportunità




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