ANNO 27 n° 268
"Quartiere Ellera: benvenuti in... Paradiso!"

Riceviamo e pubblichiamo:

Qualche anno fa intervenimmo presso il Corpo Forestale dello Stato e la Polizia Municipale per arrestare quella che ritenevamo l’inizio della strage di magnifici esemplari di Cedri del Libano che facevano da recinzione a quell’inguardabile baraccopoli insediata nel campo di pallone del “Paradiso” (via Po) delizia dei residenti per le nubi di polvere che invadono le case nelle giornate di bel tempo e palude fangosa in epoca di piogge. Ebbene allora una nostra telefonata alle predette autorità non servì certamente a resuscitare il primo dei cinque esemplari di questa meravigliosa pianta, già abbattuta, né ad impedire che altre tre venissero orrendamente capitozzate in attesa di fare presumibilmente la stessa fine ad opera dei gestori del campo, ma certamente impedirono, temporaneamente, che venisse evitata la “strage” dell’unico naturale e salutare abbellimento di questo orrendo e nocivo impianto “ “sportivo” “. Ma a quanto pare quanto facemmo, allora, nel giro di qualche anno si è rivelato inutile poché, l’area, ove sono ubicate le “tribune” per il pubblico, è stata nel tempo livellata scavando accuratamente attorno alle radici dei sopravvissuti cedri. Una imperdonabile “disattenzione”. Sta di fatto che oggi intorno alle 12 – poco prima o poco dopo - un’altro bellissimo esemplare di circa 15 metri è stato “probabilmente” agevolato a cadere sotto il vento e la pioggia battente (alle autorità vigilanti il controllo). Ha meravigliato nella circostanza la straordinaria efficienza con la quale la ditta “ Daniel plants” si è precipitata in loco con una nutrita squadra di giardinieri per segare in un batter d’occhio l’albero “morto” senza peritarsi di fare un minimo di “autopsia”. A pensare che ci sono volute settimane per sgombrare dai rami di una pianta caduta un marciapiede di via Po qualche settimana addietro!! Alle 14 del “de cuius” rimaneva solo un pezzo di tronco ripiantato, con quel poco che rimaneva delle radici, nella buca creatasi sul campo di proprietà del Comune di Viterbo. Ci chiediamo, ma i tre superstiti quanto resisteranno prima di essere facilitati a cadere? Ed ancora, se con un po’ di pioggia – vista la cura con cui sono trattate queste piante – piombano al suolo con una certa facilità, non vi è pericolo per l’incolumità di calciatori e spettatori che si trovino nelle vicinanze degli altri tre alberi? Alle autorità preposte – Comune incluso – la risposta. A noi non rimane che constatare con dolore che la nostra città ed i nostri quartieri sono ormai di quasi esclusivo interesse dei cementificatori e quindi da parte degli amministratori si presta moltissima attenzione ai parchi di cemento ed a strutture inquinanti e molto meno a salvaguardare il patrimonio di verde che in città, più civili della nostra, si cerca di arricchire per contribuire al miglioramento della qualità dell’aria e, quindi, della salute dei cittadini. Ma chi se ne frega delle lamentele di quei “rompiballe” dell’Ellera! Quelli del calcio hanno amicizie in alto loco e si possono permettere tutto!

Il Comitato spontaneo di quartiere dell’Ellera




Facebook Twitter Rss