

Riceviamo e pubblichiamo:
Diciamo la verità. I più sorpresi dello scandalo relativo ad una delle quattro “zampe” dell’idrico viterbese, la Robur s.p.a., siamo proprio noi dell’Italia dei Valori. Lo siamo a tal punto da non capacitarci di tante cose.
Innanzitutto: possibile che solo noi, gli ultimi arrivati nell’amministrazione della politica della Tuscia, ci accorgiamo dopo pochi mesi di una voragine milionaria, mossi dallo scrupolo di semplici cittadini? Eppure i numeri sono lì, alla portata di tutti: della destra, della sinistra e del “centro”, se questo ha ancora un significato. Perché nessuno ha alzato la mano? Dobbiamo pensare che il Sindaco del Comune di Viterbo (titolare del 75% di Robur s.p.a.) non fosse al corrente di un ammanco del genere? Oppure (non sapendo cosa sia peggio!) è da sempre al corrente e non ha mai detto nulla? E l’opposizione? Perché non ha cercato di approfondire un tema tanto importante come l’acqua pubblica in mano a strutture del genere?
La nostra speranza è di avere solo anticipato le intenzioni del Sindaco Marini e del Presidente Meroi circa il coinvolgimento della Corte dei Conti, che formalizzeremo a breve. Si tratta di un atto dovuto: è un classico esempio di “interesse comune”. Non è vero? Tra l’altro, fa sorridere il polverone che da settimane circonda proprio la struttura che dovrebbe prendere sotto la propria “ala protettrice” la Robur s.p.a., cioè quella Talete che non trova pace. Una società in mano (come tutte le partecipate) a correnti e opportunismi, vittima designata, in questo caso, dell’ennesimo scontro fratricida nel PD viterbese. Non proprio un bello spettacolo. Ma è in questo scenario che per noi corre l’obbligo di richiamare l’attenzione dei nostri concittadini sulle questioni sostanziali: i viterbesi sanno che i milioni di buco nel servizio idrico sono i loro? Cioè, sanno che si tratta di denaro delle loro tasse, andato in fumo? E stiamo parlando solo di un quarto del problema e solo per l’acqua. Un problema che parte da diversi anni or sono! Anni, non settimane o mesi! E le altre partecipate, ci viene da pensare? Ci chiediamo e suggeriamo ai nostri illuminati governanti e alla vigile (?) opposizione: non sarebbe il caso di tirare fuori i bilanci di tutte le partecipate pubbliche (della Provincia e del Comune di Viterbo) e metterli a disposizione di Società di Revisione esterne, che certifichino la corretta gestione dei soldi di tutti noi. Soldi che sono passati e passano tutt’ora in queste oscure vie, zeppe di punti interrogativi?
Ricordiamo a chi non lo sapesse che una Società di Revisione esterna è una struttura terza che non può che valutare nella sua oggettività le ragioni di un eventuale debito. Proprio per avere un parere limpido, la stessa attuale Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, ha fatto esattamente questo appena giunta al governo nel mese di marzo. Perché si tratta di una soluzione che tutela lei stessa da responsabilità pregresse. Quindi? Caro Sindaco Marini, non faccia il timido! Caro Presidente Meroi, suvvia: non tentenni! La nostra paura è che la Tuscia abbia in mano, con le cosiddette “partecipate”, non tanto un pugno di mosche, quanto un pugno nello stomaco per tutti i suoi contribuenti. Già, perché indovinate chi dovrà ripianare i buchi della Robur s.p.a., dato che già per ripianare (in parte) i debiti del CEV il Comune di Viterbo ha alienato pressoché tutti i propri immobili? Già. Esatto: tutti noi cittadini, con le bollette dei prossimi anni. Un bel cadeau, insomma! Almeno vorremmo avere i nomi di coloro che dovremo “ringraziare”.
Troppi gli interrogativi, insomma, su queste macchine a capitale pubblico, sulla loro reale salute finanziaria, sulla possibilità che tra le voci contabili si possano nascondere veri e propri funambolismi. Noi abbiamo questo terribile sospetto. Che verificheremo, non abbiate timore! L’Italia dei Valori ritiene doveroso andare in fondo a questa faccenda, che vede in gioco molti soldi dei viterbesi. Da tanti anni a questa parte! Parliamo di strutture gonfie di dipendenti, dirigenti e con costi rilevanti, pagati da tutti noi. Fosse solo l’inizio di una Via Crucis per le tasche dei viterbesi?
Antonio Micci – Coordinatore IDV Provincia di Viterbo
Giuseppe Anelli – Coordinatore IDV Città di Viterbo
Raffaele Saladino – Consigliere Provinciale IDV
Giovanni Francola – Consigliere Provinciale IDV
Coordinamento IDV Provincia di Viterbo