ANNO 27 n° 272
"Se non ora quando?" anche per i pensionati

Riceviamo e pubblichiamo:

Siamo circa 8 milioni , di cui circa 5 milioni iscritti a UIL, CGIL e CISL. I motivi per una grande mobilitazione di massa per milioni di pensionati non mancano di certo: pensioni sempre più insufficienti, anche quelle che potevano apparire adeguate; risparmi consumati per aiutare figli e nipoti disoccupati, in gravi difficoltà per mutui o spese correnti. Aumentano i prezzi e i costi dei servizi; viene messo in discussione il diritto alla salute e all’abitare; tanti anziani si sentono lasciati soli e criminalizzati da chi ancora oggi propone “meno ai nonni, più ai nipoti”; diventano sempre più delusi, rancorosi e rischiano di cadere nel tranello del “sono tutti uguali”.

Non fa un bell’effetto leggere che una giovane, che si reca in uno dei palazzi del potere per una cena e una festicciola a base di coca-light, riceva un “attestato di riconoscenza” pari all’ammontare di sei mesi o un anno di una pensione. Milioni di pensionati che, iscrivendosi al sindacato, hanno scelto di non fare i conti da soli con il mondo, possono, mettendosi in movimento, aiutare anche il sindacato a ritrovare un minimo di unità e, comunque, a lanciare a tutti un messaggio preciso di speranza.

I pensionati sono tanti, sono ancora uomini e donne attivi che vogliono contare, per se stessi e per il loro Paese. Se non ora quando, hanno gridato in coro le donne il 13 febbraio. Noi uomini e donne pensionati impareremo la lezione?

Il Segretario Provinciale UIL Pensionati

A. Franco Palumbo




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