

Riceviamo e pubblichiamo:
La conclusione della quarta edizione di Caffeina, rappresenta una ghiotta occasione per fare una sorta di “bilancio di mezza estate” sull’offerta culturale della nostra città. I tanti appuntamenti, gli ospiti, ma soprattutto la partecipazione di tanti spettatori provenienti da tutto il centro Italia, hanno sancito in modo chiaro ed inequivocabile che Viterbo è diventata oggi un punto di riferimento nel panorama culturale italiano. Un traguardo prestigioso, frutto di un percorso iniziato oltre dieci anni fa, quando la nostra città si è svegliata da quel torpore che l’aveva immobilizzata per troppo tempo.
Caffeina, ammettiamolo, è la prova provata che possediamo tutte le carte in regola per competere con tutte quelle realtà che credevamo irraggiungibili, ma soprattutto è la dimostrazione che il lavoro, la pianificazione che va oltre il concetto dei “finanziamenti a pioggia” e soprattutto l’organizzazione, producono con il tempo risultati di grande qualità. Accanto a questa splendida kermesse, si sono sviluppate nel tempo altre manifestazioni di livello, che hanno permesso a Viterbo di offrire una serie di appuntamenti diversificati ed eterogenei come raramente è possibile trovare in altre province. Penso, per esempio, al Tuscia Opera Festival, con i suoi appuntamenti musicali si assoluto prestigio, Ludika con le sue rievocazioni storiche, il Tuscia Film Fest con le proiezioni di film d’autore, Medioera con i suoi dibattiti sulla nostra società crossmediale, e tutte le altre manifestazioni che non cito, ma che rappresentano ugualmente un valido esempio di confronto ed incontro. Ora c’è una nuova sfida da vincere: quella della gestione, del mantenimento e della cura di questo grande tesoro.
Tutti noi, nessuno escluso, da ora in avanti siamo chiamati a dimostrare maturità e disponibilità a mettere in campo tutte le forze necessarie per implementare quanto fatto finora. Permettetemi di dire che i dibattiti su quanto c’è di destra o di sinistra all’interno dei vari programmi culturali, non aiuta a raggiungere il nostro obiettivo. Per troppi giorni, infatti, le pagine dei giornali locali hanno dovuto riportare le osservazioni “illuminate” di chi ancora non si rassegna al fatto che la logica degli schieramenti opposti per fortuna è finita. La cultura è altro. La cultura, soprattutto, è libertà. Bisogna fare squadra, tutti, per la nostra città. Citando Pietrangelo Buttafuoco, Viterbo batte Capalbio. Per quel che mi riguarda, quindi, dico grazie agli organizzatori di queste splendide manifestazioni, e a tutti coloro che lavorano con passione e professionalità per offrirci ogni sera uno spettacolo unico: Viterbo viva e partecipata.
Mauro Rotelli