

VITERBO - ''Le vicende giudiziarie del premier sono un fatto pubblico e non possono essere considerate attinenti alla sfera privata. In nessun paese civile e decente una persona rinviata a giudizio per reati turpi come quelli contestati a Berlusconi potrebbe continuare a svolgere il ruolo di capo del governo''. Lo ha detto ieri sera Viterbo Massimo D'Alema parlando ad un incontro con i militanti del Pd, al quale hanno partecipato circa 600 persone. ''E' evidente la rilevanza pubblica delle vicende in cui e' coinvolto Berlusconi - ha aggiunto D'Alema - perche' e' indicativa di un degrado morale che si aggiunge alla crisi economica. Perche' propone a un Paese in cui i giovani non trovano lavoro un modello di ascesa sociale inaccettabile, come hanno ben percepito le donne italiane che domenica scorsa sono scese in piazza, dando vita alla piu' straordinaria giornata di riscossa civile che l'Italia abbia vissuto da molto tempo in qua''.
''Per uscire dal dominio berluconiano serve una nuova fase costituinte cui collaborino tutti i partiti attualmente all'opposizione, anche quelli che hanno origini e destini diversi - ha aggiunto D'Alema -. Serve, come ha detto il nostro segretario Pier Luigi Bersani, una collaborazione fra progressisti e moderati". 'Intorno a Berlusconi - ha proseguito - c'e' una maggioranza parlamentare faziosa e cieca. Noi dobbiamo trovare il modo di far esprimere la maggioranza reale degli italiani. Solo quando sara' costretto a fere i conti con questa maggioranza il premier lascera' il campo''.
D'Alema ha poi parlato del suo incontro con il ministro Maroni: "Io presiedo un organismo che si chiama Comitato per la sicurezza della Repubblica.un organismo che si chiama Comitato per la sicurezza della Repubblica. Mi sono incontrato con il ministro degli Interni Roberto Maroni in questa veste e abbiamo parlato esclusivamente di questioni inerenti al Copasir. Cosa che faccio regolarmente e periodicamente". Alla domanda se abbia discusso con Maroni di federalismo e dei possibili sviluppi della situazione politica nazionale D'Alema ha risposto: "Abbiamo parlato di lavoro e dei problemi che dobbiamo affrontare".
Soddisfatto del successo della serata il segretario provinciale del Pd, Andrea Egidi: "E' un segnale forte che ci indica che ormai stiamo superando la fase congressuale. In poco tempo siamo riusciti ad offrire un'idea di partito in ripresa in grado di svolgere un ruolo significativo per lo sviluppo del territorio che deve superare la subalternità al governo nazionale e regionale a cui gli amministratori di centro destra lo stanno relegando. L'obiettivo - ha concluso Egidi - è di creare una grande conferenza per lo sviluppo della Tuscia, che si deve fondare su un grande partito, con un'organizzazione certa e definita. Da qui passa la costruzione del Pd".