

Riceviamo e pubblichiamo:
Lunedì pomeriggio si è svolto presso l’Auditorium comunale di Bolsena un incontro pubblico con la cittadinanza organizzato dal locale circolo del Partito Democratico per sensibilizzare, informare e discutere il piano di riorganizzazione sanitaria redatto dal D.G. della AUSL di Viterbo, sulla base delle previsioni dei c.d. Decreti Polverini.
Questa è una delle numerose iniziative che il Partito Democratico stà organizzando nell’alta Tuscia. Sono intervenuti all’incontro il Consigliere regionale Parroncini, il vice-segretario provinciale del PD Alessandro Dinelli, oltre al Sindaco di Acquapendente Alberto Bambini.
Tutti gli intervenuti hanno manifestato la loro estrema preoccupazione e contrarietà al Piano sanitario che dovrebbe entrare in vigore nel breve volgere di pochi mesi. La situazione più delicata e che riguarda più da vicino i cittadini di Bolsena e dell’Alta Tuscia concerne le previsioni del piano stesso per l’Ospedale di Acquapendente, che vedrebbe una sostanziale chiusura in tempi brevi, privato quasi del tutto dei posti letto di Chirurgia e totalmente del Pronto Soccorso e del Laboratorio Analisi.
E’ importante sottolineare come l’Ospedale di Acquapendente rappresenti una struttura di notevole importanza socio-economica per il territorio dell’Alto Lazio, in quanto per la sua posizione geografica dovrebbe suscitare maggiore attenzione ed una sensibilità tale da cercare a tutti i costi di non smantellare un presidio cosi importante, in quanto da Viterbo a Proceno non ci sono strutture ospedaliere in grado di soddisfare le esigenze sanitarie dei cittadini della vasta zona.
Nonostante la precedente Giunta regionale di centrosinistra avesse varato un’apposita legge per la salvaguardia degli ospedali periferici e di montagna della Regione (Acquapendente, Subiaco ed Amatrice), stabilendo per essi parametri diversi a salvaguardia della loro specificità, l’odierna giunta guidata dalla Presidente Polverini non ha previsto alcuna deroga in questo senso ed anzi ha elaborato un piano che colpisce in maniera particolare la struttura ospedaliera acquesiana. Il Partito Democratico non vuole solo respingere questo piano ma ha compiutamente articolato una proposta seria e credibile affinché l’Ospedale di Acquapendente continui ad esistere.
Questa proposta prevede il mantenimento di un numero consistente di posti letto per la chirurgia leggera che consentirà di effettuare il 90% degli attuali interventi realizzati, insieme al mantenimento del Pronto Soccorso e del Laboratorio analisi, che rappresentano un presidio socio-sanitario importante per la vasta area dell’alta Tuscia che dista dall’Ospedale di Belcolle (che a quel punto diverrebbe il Pronto Soccorso più vicino) tra i 30 e gli oltre 50 km.
L’operazione messa in atto dalla Polverini non solo è stata elaborata nella più completa mancanza di qualsiasi confronto con il territorio ed i suoi rappresentanti, ma risulterà fallimentare anche dal punto di vista economico, in considerazione del fatto che sempre più pazienti, soprattutto nei territori di confine, tenderanno a farsi curare presso le vicine strutture ospedaliere di Toscana ed Umbria, con un conseguente forte aumento degli esborsi, ad oggi pari a 40 milioni di Euro annui, che la AUSL di Viterbo dovrà versare alle Aziende Sanitarie delle Regioni in questione.
Per il Partito Democratico è necessaria, dunque, un’opera di capillare informazione ed una forte mobilitazione sui rischi che il piano sanitario regionale porta con sé per i territori dell’Alta Tuscia, affinché possa verificarsi da subito un cambiamento di rotta da parte della Giunta Regionale, che sembra avallare un piano sanitario basato solo su chiusure di ospedali e tagli selvaggi all’organizzazione ospedaliera della nostra provincia.
Il circolo PD di Bolsena.