

Sono 943 i controlli portati a termine fino ad oggi dal Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri grazie al protocollo siglato nel settembre del 2007 con la Regione Lazio per il contrasto degli illeciti in materia ambientale.
Oltre 200 dei quali effettuati nella Tuscia. Il 45% dei controlli effettuati hanno evidenziato delle violazioni, le persone segnalate sono state oltre 200, quelle arrestate 43 e i sequestri sono arrivati a quota 93, per un valore di circa 600 milioni di euro.
A presentare i dati sono stati ieri mattina il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, l’assessore all’Ambiente, Filiberto Zaratti e il comandante del Noe di Roma, Pietro Rajola Pescarini. Il protocollo prevede, tra l’altro, lo scambio di informazioni, la collaborazione con l’Arpa per le analisi, il rafforzamento dei livelli di tutela ambientale, la prevenzione di infilitrazioni da parte della criminalità organizzata e iniziative di informazione. In testa ai controlli c’è la Provincia di Roma con 312, seguita da quella di Latina con 219, da Viterbo con 206, da Rieti con 119 e Frosinone con 87.
“L’anno precedente alla convenzione- dice il comandante Rajola- il Noe aveva effettuato 100 controlli, l’anno successivo sono stati 400”.
Nell’ambito del protocollo sono state svolte numerose indagini, tra cui la ’Black hole’ sugli impianti di Colleferro, la ’Corno d’Africa’, con cui è stato individuato un traffico illecito di rifiuti derivanti da attività di autodemolizioni tra l’Italia e la Siria, con diramazioni in Siria e Inghilterra, e quella di Rieti dove è stato sequestrato un impianto dove venivano smaltiti rifiuti speciali liquidi senza le dovute autorizzazioni