

VITERBO - “Nessuno è profeta nella patria sua”, sentenziano i Vangeli e, da allora, il lapidario assunto ha ricevuto e riceve immancabili, puntuali ed eloquenti conferme. Esordisce così l’imprenditore Enrico Benedetti a proposito di un concittadino, suo ex compagno di scuola, che emigrato verso altri lidi rinunciando, magari, ad un tranquillo impiego in Comune, s’è fatto largo nella quasi indifferenza della sua città. E che largo! Si tratta - prosegue Benedetti – di Franco Moscetti, che il 31 maggio scorso è stato insignito dal presidente della Repubblica dell’onorificenza di Cavaliere del Lavoro.
La consegna delle relative insegne è avvenuta in questi giorni presso il Palazzo del Quirinale e, nella circostanza, Moscetti ha ricordato, con orgoglio, le sue origini etrusche. Del resto, che il neo-insignito fosse rimasto legatissimo a Tarquinia è dimostrato dalla sua puntuale presenza alle processioni del Cristo risorto. Ma chi è, esattamente, questo capitano d’industria che il prestigioso riconoscimento ha collocato di diritto tra i più grandi ed abili imprenditori italiani? Classe 1951, Franco Moscetti è dal 2004 amministratore delegato e direttore generale di Amplifon spa, azienda leader mondiale nel campo degli apparecchi acustici con un organico di 10.000 unità, la cui attività ha esteso in altri 11 paesi esteri.
Precedentemente, aveva rivestito ruoli manageriali e di vertice aziendale presso numerose società, anche d’oltralpe, realizzando tra l’altro due delle principali centrali europee di produzione di ossigeno. Lo spazio - conclude Benedetti – non mi consente di trattenermi oltre sui suoi eccellenti e straordinari percorsi professionali ma mi si lasci almeno riferire che è stato anche premiato con l’Ambrogino d’oro, riservato ai benemeriti della città di Milano. Localmente qualcuno, nelle giuste stanze del Palazzo, ha già pensato di dichiarare il nuovo cav. lav. Franco Moscetti, con la solennità del caso, tarquiniese benemerito? Se no, ritengo che sarebbe proprio ora di farlo.