

VITERBO - Un’ordinanza di custodia cautelare è stata notificata nel carcere di Mammagialla a Dziphengo Hamis Juma Rama, 46 anni, originario del Kenia, ritenuto il boss della banda di trafficanti di droga sgominata dai carabinieri di Oristano. L’immigrato era stato arrestato in Campania nei mesi scorsi, nell’ambito di un’altra operazione antidroga. Con lui sono finite in manette altre 29 persone, tra le quali , l'ex pugile olimpionico Bilali Bilali Ahmed, anche lui keniota, che lo sostituiva temporaneamente alla guida dell’organizzazione. I due potrebbero essere chiamati a rispondere anche di riciclaggio.
Secondo quanto accertato dai militari, la banda “investiva” una fetta dei proventi dello spaccio della cocaina e dell’eroina che faceva arrivare dalla Campania per alimentare il mercato cagliaritano nel paese di origine del boss e dell’ex pugile, dove quasi certamente avevano intenzione di ritornare dopo aver scontato la condanna. In Kenia, oltre alle attrezzature agricole venivano inviate anche grosse somme di denaro.
La loro base operativa, da dove controllavano il via vai di corrieri sardi e centroafricani tra il Mediterraneo e l'Oceano Atlantico, era però a Castel Volturno in Campania. Dove nel 2008 arrivò anche la fidanzata sarda dell'ex pugile, Romina Sorgia, ben decisa a non permettere che l'arresto del compagno mettesse fine al redditizio business della droga.
L'operazione conclusa ieri mattina con l'esecuzione degli ordini di custodia cautelare emessi dal Gip del Tribunale di Cagliari è il risultato di due inchieste parallele, l'operazione 'Porsea' condotta dai Carabinieri del Comando provinciale e della Compagnia di Oristano, e l'operazione 'Freccia Sarda', condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Oristano, entrambe coordinate dal sostituto procuratore distrettuale antimafia Paolo De Angelis.
Partita nel 2007 dall'arresto di un corriere con il suo carico di ovuli pieni di droga, la doppia indagine ha portato alla scoperta di un traffico che partiva dal Venezuela e approdava poi in Campania e Sardegna, passando per il Portogallo, l'Inghilterra e l'Olanda. Il trasporto internazionale era affidato a tre corrieri sardi, che con la loro pelle bianca e il loro passaporto europeo avevano più chance di superare i controlli negli aeroporti di partenza e di arrivo. Lo smistamento nell'area mediterranea era invece riservata a immigrati africani, tra di loro anche due donne, che partivano in nave dalla penisola per sbarcare a Olbia o Porto Torres da dove poi proseguivano in treno verso la centrale di smistamento oristanese.
Mai da soli però. Assieme all'ovulatore, che rischiava la pelle per 500 euro, c'era sempre un accompagnatore. Per soccorrerlo in caso di problemi, ma soprattutto, hanno scoperto gli investigatori, per impedire che se la svignassero col carico di eroina o cocaina.